Numero 8 di Michael J. Hammel traduzione di Antonio Cartelli


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Barra dei Bottoni Musa: 
  1. v; per farsi assalire dai pensieri 
  2. n; [ fr. Una delle nove sorelle, dee delle scienze e delle arti nella mitologia greca ]: sorgente di ispirazione 
 Benvenuti dalla Musa della Grafica! Perché una "musa"? Al di là dell'aspetto delle sorelle, le precedenti definizioni sono la maniera migliore di descrivere il mio interesse nella Computer Graphica: questa disciplina mi fa sprofondare nelle mie riflessioni ed è una sorgente giornaliera di ispirazione. 

[ Novità nella Grafica ] [ Meraviglie del Web ] [ Riflessioni ] [ Risorse ]
indent Questo spazio è dedicato all'uso, alla creazione, alla distribuzione ed alla discussione di pacchetti per la Computer Grafica su sistemi Linux.
      Come ci si poteva aspettare, nel corso di questi ultimi due mesi, mentre ero in giro a godermi le meraviglie degli US in Agosto, si è accumulato un bel po' di materiale. I miei vagabondaggi mi hanno portato in California in occasione del SIGGRAPH, a Washington DC per un po' di vacanza (meritata), ad Huntsville in Alabama per lavoro (c'è qualcuno a cui piace pagare le spese) e proprio una settimana fa ero a Dallas per un matrimonio. Tutto questo girovagare mi ha dato l'opportunità di riflettere su quella che è stata la storia della Musa negli ultimi due anni e su quello che potrà essere il suo futuro. Alla fine, grazie ad una buona dose di concretezza ispiratami da SIGGRAPH mi sono ritrovato ad avere a che fare con i lavori di questo mese.
In primo luogo ci sono due nuove sezioni: l'angolo della Posta e le meraviglie del Web. La Posta dei lettori è in realtà un'estensione delle rubriche "Lo sapevate" e "Domande e risposte".   Ora sto ricevendo molta più posta rispetto a quando ho iniziato a curare queste pagine e molte delle problematiche che vengono affrontate qui meritano di essere rese note a tutti i lettori di questa rubrica.   Ho ricevuto anche molti suggerimenti su temi specifici e mi auguro di riuscire a trovare il tempo per trattarli tutti.

"Le meraviglie del Web" è un soggetto nuovo che potrà essere anche non definitivo. So che molti leggono le mie pagine anche per imparare a produrre pagine grafiche per il Web. Se non si può negare l'importanza che il Web ha acquistato non ci si può neanche nascondere che esso andrà acquisendo sempre maggiore peso in futuro. Per quanto mi riguarda ho iniziato ad approfondire un po' di più JavaScript per vedere se questo linguaggio è in grado di supportare una versione dinamica del mio mini-Howto: sembra sia in grado di farlo. Per ora sto lavorando (lentamente, è chiaro) alla conversione dell'LGH in un insieme di pagine basate su JavaScript. Spero di riuscire a rendere più facile la ricerca di pacchetti di un certo tipo e mi auguro di essere in grado di farlo con JavaScript, anche se il database sarà pseudo-statico come un array JavaScript. Nel complesso penso che funzionerà e che non richiederà neanche l'accesso ad un server Web.

I lettori dotati di browser Netscape 3.x o successivi dovrebbero trovare un po' più di colore in queste pagine. L'editor di pagine incorporato nel Netscape 4.x rende molto semplice cambiare colore ad un testo ed includere tabelle per cui mi sto sbizzarrendo ad utilizzare colori. Mi auguro che ciò serva a migliorare la leggibilità piuttosto che a distrarre; staremo a vedere. Penso, quanto prima, di passare in rassegna Netscape 4.x su queste pagine o sul Linux Journal. Ci sono profondi miglioramenti in questa versione del Netscape, sebbene il nuovo lettore (noto come Discussioni Collabra) non sia uno di questi.
 
      Negli articoli di questo mese mi occuperò di: ...

  • Alla scoperta del browser con JavaScript
  • SIGGRAPH 97 - quanto ho visto e ciò che ho imparato
  • Progettazione di Applicazioni multimediali in ambiente Linux
Ah già! Quasi dimenticavo un'altra cosa ancora:   So di aver scritto male "Gandhi" nel logo presentato nella Linux Gazette di Settembre 1997.  Ho preso un abbaglio.   Ero più preoccupato del dove mettere le virgolette che della scrittura delle parole.  Bene, ora è corretto e ne ho inviato una nuova versione al nostro editore, Viki.   Tutte le mie scuse a chiunque dovesse essere rimasto colpito dall'errore.   Nota:   il logo è stato aggiornato sul sito SSC.


 
Novità nella grafica
     Avvertenza: Prima di addentrarmi eccessivamente nell'argomento devo far rilevare che ogni nuova informazione che inserisco in questa sezione ha solo ed essenzialmente un significato: quello di segnalazione di una novità. Ho avuto l'opportunità di venirne a conoscenza mediante alcune mailing-list cui sono iscritto, via gruppi di news Usenet, o infine, mediante messaggi inviatimi da lettori e curiosi. Certamente non garantisco questi prodotti (alcuni dei quali possono essere commerciali), faccio soltanto presente che ne ho sentito parlare il mese scorso.
 
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VRML 98

Nel periodo 16-19 Febbraio 1998 si terrà a Monterey, in California, il terzo simposio tecnico annuale sulla ricerca, la tecnologia e le applicazioni VRML, il Linguaggio per la Modellizzazione della Realtà Virtuale. VRML 98 è sponsorizzato dal SIGGRAPH e dal SIGCOMM dell'ACM in collaborazione con il consorzio VRML. Date ultime di riferimento per l'invio dei lavori sono le seguenti: 
Articoli Lun. 22 Sep
Dimostrazioni Ven. 3 Oct
Tavole rotonde
Corsi
Video Lun. 2 Feb
Per ulteriori informazioni: 
 
Il sito Web del VRML http://ece.uwaterloo.ca/vrml98
Corsi vrml98-courses@ ece.uwaterloo.ca
Tavole rotonde vrml98-workshops@ ece.uwaterloo.ca
Dimostrazioni vrml98-panels@ ece.uwaterloo.ca
Articoli vrml98-papers@ ece.uwaterloo.ca
Invio di filmati video vrml98-video@ ece.uwaterloo.ca
La notte dei Demo vrml98-demos@ ece.uwaterloo.ca
 
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Iv2Rib

La Cow House Productions è lieta di presentare la prima versione di Iv2Rib, un convertitore per oggetti prodotti da Inventor 2.0 (VRML 1.0) in file Renderman / BMRT. I sorgenti (C++) e gli eseguibili Irix 5.3 sono disponibili all'indirizzo: 

http://www.cowhouse.com/ Home/Converters/converters.html 

Inoltre, ulteriori aggiornamenti (V0.12, 30-Lug-97) di entrambi i seguenti pacchetti Iv2Ray (il convertitore da Inventor a Rayshade) e Iv2POV (il convertitore da Inventor a POVRAY) sono disponibili all'indirizzo della pagina testé indicata, ovviamente insieme ad entrambi i sorgenti (C++) ed agli eseguibili di Irix 5.3

Crack ha di recente reso di pubblico dominio i sorgenti del pacchetto Abuse. Si tratta di un gioco utilizzabile solo parzialmente in maniera gratuita (shareware) e venduto al dettaglio, finora, per le piattaforme DOS, MacOS, Linux, Irix ed Aix. 

Il codice sorgente è disponibile agli indirizzi: 

  http://games.3dreview.com/abuse/files/abuse_pd.tgz 
  e  
  http://games.3dreview.com/abuse/files/abuse_pd.zip 

Se non si conosce assolutamente nulla di Abuse si può andare a vedere  

  http://crack.com/games/abuse 
  e  
  http://games.3dreview.com/abuse 

Infine se si vuole avere l'opportunità di discutere con altri delle caratteristiche dei sorgenti (è una cosa fatta ad hoc sulla quale val la pena riflettere, anche se poi si finisce per non utilizzarla), si può pensare di mettere in piedi un piccolo newsgroup all'indirizzo: news://addicted.to.crack.com/crack.technical. Si badi che questo è anche il sito in cui ci si può imbattere in newsgroup sul Golgota delle DLL, su mods, sull'editing, sulle animazioni e su temi quali quelli che seguono. 
Dave Taylor

 
 

Versione 0.2.0 di DeltaCine

DeltaCine è un pacchetto software che realizza la decompressione e la rappresentazione MPEG (ISO/IEC 11172-1 and 11172-2) in ambiente GNU/Linux e X-Windows. È disponibile presso ftp://thumper.moretechnology.com/pub/deltacine

Questo progetto si prefigge di fornire la possibilità di avere codice sorgente C++ esportabile su diverse piattaforme che implementi lo strato di sistema e quello video dello standard MPEG. Questa prima versione interpreta gli stream MPEG 1, nelle versioni 11172-1 o 11172-2 a righe, e li rappresenta su un display X-Window. Il progetto pone l'accento sulla correttezza e sulla leggibilità del codice, anche se, per converso, le prestazioni del software non sono delle migliori: a titolo di esempio si tenga presente che non riesce a mantenere la sincronizzazione in fase di riproduzione su una macchina Pentium a 166 MHz.

Si tenga presente inoltre che il codice sorgente contiene molti commenti sulla qualità dell'implementazione e sui problemi incontrati nell'interpretazione dello standard. Tutto il codice eseguibile è stato scritto ex novo, sebbene ci sia un'implementazione di IDCT (Trasformata Discreta Inversa del Coseno) adattata da Tom Lane del progetto IJG, che è stata utilizzata durante lo sviluppo.

La versione del software che viene presentata è una versione ALPHA, il che significa che il programma viene fornito senza garanzie, esplicite o implicite. È stato rilasciato con l'imprimatur della Licenza Pubblica GNU per far crescere e progredire la comunità degli utenti GNU/Linux.

Restrizioni: 

  • È richiesto un processore ix86
  • Non c'è sincronizzazione in riproduzione.  I filmati vengono rappresentati con la velocità alla quale il decoder è in grado di visualizzare le inquadrature.
  • È richiesto un server X-Windows in modalità 16bpp.
Caratteristiche: 
  • Piena decodifica delle specifiche per ISO/IEC 11172 Parte 1 (Sistema) e Parte 2 (Video). Piena implementazione eccettuata la sincronizzazione.
  • Output con riferimento di qualità se riferito all'implementazione di Stanford.
  • Modo-utente multi-threading implementati come parte del decodificatore.

Modulo RenderMan v0.01 per PERL 5

Questo modulo, che agisce come interfaccia in Perl5 per il pacchetto di librerie client conformi al RenderMan Blue Moon Rendering Tools (BMRT), è stato scritto da Larry Gritz:  
http://www.seas.gwu.edu/student/gritz/bmrt.html 

REQUISITI 
Sono richiesti Perl 5, un compilatore C, e BMRT. 

ESEMPI 
È stato aggiunto un po' di codice in più nella directory degli esempi al fine di consentire di convertire oggetti LightWave in RIB o in script PERL utilizzando il collegamento RenderMan. Forse esempi più utili saranno disponibili nelle prossime versioni del software.

Gli aggiornamenti saranno probabilmente scaricaribili sul sito PAUSE una volta che sarò stato autorizzato ad aggiornarlo e saranno inviati a mezzo posta alla mia pagina web:
http://www.gmlewis.com/ 

AUTORE  
Glenn M. Lewis | glenn@gmlewis.com 
 

Sven Neumann ha reso disponibili due ulteriori script GIMP per la collezione degli script megaperl. Li si può trovare all'usuale indirizzo: 
http://www-public.rz.uni-duesseldorf.de/ ~neumanns/gimp/megaperls 

Se si vuole utilizzare lo script waves-anim è necessario aggiornare il plug-in delle onde. L'aggiornamento è stato postato sulla lista un bel po' di tempo fa ma non è stato ancora recepito in alcuna versione ufficiale o no che sia. È disponibile mediante le pagine del sito Web indicato prima.

Nota dell''Autore:  Si noti che la versione attuale del GIMP è ancora una versione per soli sviluppatori e non una versione pubblica. Se si vuole provare ad utilizzarla occorre avere una notevole dimestichezza con lo sviluppo del software e con il C. Si ritiene che la versione pubblica sarà disponibile un po' prima della fine dell'anno.

Sven Neumann 
<neumanns@uni-duesseldorf.de>

 

t1lib-0.3-beta

t1lib è una libreria per la generazione di glifi per caratteri e stringhe a partire dai font Adobe Type 1 in ambiente UNIX. Questa libreria utilizza la maggior parte del codice del rasterizzatore X11 donato da IBM al progetto X11 anche se sono stati eliminati molti degli svantaggi del rasterizzatore incluso in X11. Alcune delle sue caratteristiche principali sono: Per gli utilizzatori di X11 vengono fornite una serie di funzioni che consentono di: Autore:       Rainer Menzner (rmz@neuroinformatik.ruhr-uni-bochum.de)

Ci si può procurare t1lib con un Ftp anonimo sul sito:
ftp://ftp.neuroinformatik.ruhr-uni-bocum.de/pub/software/t1lib/t1lib-0.3-beta.tar.gz

Per avere una breve rassegna di t1lib comprensiva di alcune videate e di X-glifi si può visitare il sito:
http://www.neuroinformatik.ruhr-uni-bochum.de/ini/PEOPLE/rmz/t1lib.html
 

 GTK ha bisogno di un Logo!

GTK, il pacchetto di sviluppo del GIMP (o comunque ciò che è necessario per farlo funzionare, presumo) è in cerca di un logo. Qualcosa che definisca l'essenza del GTK, che catturi la sua anima e la sua personalità, o che ne riassuma in un'unica immagine l'essenza, in termini di tutto ciò che il pacchetto consente di fare. O anche solo qualcosa di fresco e leggero, se possibile.

Il premio per chi fornisse il Logo che verrà considerato migliore sarà un impavido alias di e-mail: nome@gimp.org. È appena superfluo osservare che, chi vincesse, farebbe, con il suo alias @gimp.org, l'invidia di tutti i suoi amici.

Si veda http://www.gimp.org/contest.html per ogni ulteriore dettaglio.
 
 

Sensazionale: è arrivato MpegTV SDK 1.0 per Unix

MpegTV SDK 1.0 è il primo pacchetto che consente ad ogni applicazione X-Window di supportare filmati MPEG senza dover includere il complesso codice necessario alla decodifica ed alla rappresentazione di inquadrature MPEG. 

MpegTV SDK 1.0 è attualmente disponibile per: 

  • Solaris 2.5 SPARC
  • Solaris 2.5 x86
  • IRIX 6.2
  • Linux x86
  • BSD/OS 3.0
MPegTV preannuncia anche tante altre cose nuove: MpegTV Player 1.0 in ambiente Unix è ora disponibile gratuitamente per scopi non commerciali! 
Per acquisire maggiori informazioni sui prodotti MpegTV e per scaricare il software MpegTV si visiti il sito Web di MpegTV: 
http://www.mpegtv.com 

Distinti saluti, 
Tristan Savatier - Presidente, MpegTV LLC 

Ulteriore annuncio: è disponibile il plug-in MpegTV 1.0 per Unix

MpegTV Plug-in 1.0 è un'applicazione plug-in, compatibile con Netscape, che consente di mandare in esecuzione filmati MPEG all'interno di documenti HTML. 

A differenza di quanto accade con altri plug-in per Netscape (quali ad es. il Plug-in Movieplayer su SGI), MpegTV è in grado di interagire continuamente con la rete prendendo le inquadrature del filmato, consente pertanto di mandare immediatamente in esecuzione un filmato MPEG remoto senza dover attendere che il corrispondente file MPEG venga prima scaricato interamente sull'hard disk. 

MpegTV Plug-in 1.0 è attualmente disponibile per: 

  • Solaris 2.5 SPARC
  • IRIX 6.2
  • Linux x86
  • Solaris 2.5 x86 (a breve)
  • BSD/OS 3.0      (a breve)
Lo si può avere immediatamente da http://www.mpegtv.com/plugin.html
Distinti saluti, -- Tristan Savatier (Presidente, MpegTV LLC) 

MpegTV:   http://www.mpegtv.com 
MPEG.ORG: http://www.mpeg.org 

 
 
 

Conferenza tecnica annuale USENIX 1998

Il Comitato per la Conferenza Tecnica Annuale (Technical Conference Program Committee) USENIX 1998 invita a presentare articoli originali e innovativi su applicazioni, architetture, implementazioni e prestazioni dei moderni sistemi di elaborazione. Saranno particolarmente graditi articoli che analizzino problemi legati a settori specifici e che traggano dall'esperienza conclusioni rilevanti. Alcuni campi di applicazione particolarmente interessanti sono: 

 ActiveX, Inferno, Java, ed altri ambienti di sviluppo 
 Caching e riproduzione distribuite 
 Sistemi Operativi estensibili 
 Software ottenibile gratuitamente 
 Telefonia via Internet 
 Sistemi etergenei ed interoperabilità 
 Nomadic and wireless computing (Elaborazione nomade e senza fili) 
 Privatezza e sicurezza 
 Qualità del servizio 
 Ubiquitous computing and messaging (Elaborazione dotata di ubiquità e messaggeria) 

Elemento qualificante di questa conferenza è la sfida imposta dalla tecnologia, ed in particolare: Qual'è l'effetto dell'hardware attualmente disponibile sulle modalità di progettazione di nuovi sistemi e nuove applicazioni? Qual'è l'effetto prevedibile dell'hardware di futura generazione? Sono benvenuti lavori originali che descrivano l'effetto della tecnologia hardware sul software. Sono previsti, ma non in maniera esaustiva, esempi di hardware di particolare rilevanza con attenzione a: 

 Personal computer economici e veloci 
 DRAM e dischi economici e di grandi dimensioni 
 Memorie Flash 
 Reti veloci da Gigabit/sec 
 Reti senza fili 
 Modem a cavo 
 WebTV 
 Assistenti digitali su Personal 
 Network computers (Elaboratori di rete) 

Nell'ambito della conferenza si terranno anche tutorials, relazioni su invito, BOFs, 
e mostre di materiale commerciale. 

Per avere maggiori informazioni su questa conferenza: 

* si visiti il sito Web USENIX: 
  http://www.usenix.org/events/no98/index.html 

* Si mandi un messaggio di posta elettronica al server mail USENIX all'indirizzo info@usenix.org.  Il messaggio dovrà contenere la riga:  "send usenix98 conferences". 

* Oppure si dia un'occhiata al news-group comp.org.usenix per vedere quello che si dice 

L'associazione USENIX comprende persone provenienti da diversi ambienti ed in particolare ingegneri, amministratori di sistema, scienziati e tecnici che lavorano negli ambiti più avanzati dell'elaborazione dati. Le conferenze organizzate sotto la sua egida rappresentano il substrato essenziale per la presentazione di quanto c'è di più innovativo sugli ultimi sviluppi in tutti i campi connessi con i sistemi di elaborazione avanzati. 

Ra-vec versione 2.1b - convertitore di disegni bidimensionali in formato vettoriale 3D

Ra-vec è un programma in grado di convertire disegni bidimensionali di edifici in un formato vettoriale adeguato alla creazione di modelli tridimensionali mediante l'uso del popolare pacchetto di modellizzazione AC3D. La versione per Linux è disponibile gratuitamente all'indirizzo:
http://www.comp.lancs.ac.uk/ computing/users/aspinr/ra-vec.html 
 

xfpovray 1.2.4

È attualmente disponibile una nuova versione dell'interfaccia grafica per il celebre POV-Ray (il programma per tracciare raggi) denominata xfpovray.  Richiede la versione più recente (test) delle librerie Xform (0.87) ed è in grado di supportare la maggior parte delle numerose opzioni POV-Ray. Ci si augura cha al più presto la versione 0.87 migri dalla versione di prova (test) ad una versione pubblica. 

Questa versione di xfpovray ha anche una serie di caratteristiche accattivanti quale ad esempio la presenza di modelli POV-Ray che forniscono un aiuto nella creazione di file di scenario. Sono disponibili anche file RPM in formato sorgente ed eseguibile. Poiché xform non viene fornito in rpm può capitare di ritrovarsi con un errore di mancata dipendenza tra i file; qualora ciò accadesse basta utilizzare l'opzione --nodeps. 

Per avere un'idea dell'interfaccia e per scaricarsi il codice sorgente ed RPM si vada all'indirizzo: 

http://cspar.uah.edu/~mallozzir/

All'indirizzo appena citato è presente anche un collegamento con la home page delle XForm utile a chi non disponesse ancora di queste librerie sul proprio sistema. 

Bob Mallozzi <mallozzir@cspar.uah.edu
 

WSCG'98 - Presentazione di lavori e Partecipazione

Solo un promemoria: 

La VI Conferenza Internazionale su Computer Grafica e Visualizzazione 98, in Centro-Europa, in collaborazione con EUROGRAPHICS ed il gruppo IFIP n. 5.10 dedicato alla Computer Grafica ed ai Mondi Virtuali, si terrà nei giorni 9 - 13 del mese di Febbraio 1998 a Plzen, presso l'Università della Boemia Occidentale, vicino Praga, la capitale della Repubblica Ceca 

Gli autori possono trovare informazioni presso: http://wscg.zcu.cz selezionando WSCG'98 
Data ultima per la presentazione di contributi:   30 Settembre 1997

 
 

ivtools 0.5.7

La nuova versione disponibile di ivtools contiene, tra le altre cose, un insieme di programmi per disegnare, realizzati in C++ per l'ambiente Unix/X11.  Tali programmi estendono le funzionalità di idraw in modo da comprendere l'importazione/esportazione di oggetti via rete, l'editing multi-schermata come se si stesse sfogliando un libro, l'editing di topologie nodo/grafo. 

Si può trovare il codice sorgente agli indirizzi:
http://www.vectaport.com/pub/src/ivtools-0.5.7.tar.gz
ftp://sunsite.unc.edu/pub/Linux/apps/graphics/draw/ivtools-0.5.7.tar.gz

Gli eseguibili elf per Linux sono agli indirizzi:
http://www.vectaport.com/pub/src/ivtools-0.5.7-LINUXx.tar.gz
ftp://sunsite.unc.edu/pub/Linux/apps/graphics/draw/ivtools-0.5.7-LINUX.tar.gz

Il sito Web è:
http://www.vectaport.com/ivtools/

Vectaport Inc.
http://www.vectaport.com
info@vectaport.com
 

Pixcon & Anitroll 1.04

Le nuove caratteristiche della versione 1.04: Pixcon3D è un pacchetto di visualizzazione (rendering) che crea immagini di alta qualità utilizzando una combinazione di primitive di rappresentazione di X11.  Anitroll è un sistema di animazione fondato su una tecnica cinematica gerarchica avanzata che è in grado di gestire alcune animazioni non cinematiche (stormi di uccelli e camere da ripresa autonome).  Questi pacchetti poggiano sulla libreria grafica Graph, che è ricchisssima di quegli algoritmi di pura rappresentazione e di animazione di cui i faq 3D seguenti portano traccia.

Perché Pixcon & Anitroll?  Sistemi come Alias, RenderMan, 3DS/3DSMAX, Softimage, Lightwave, etc sono troppo cari per la media degli utenti (il loro prezzo varia da $1,000 a $5,000 dollari US)  e richiedono hardware ugualmente costoso per riuscire ad ottenere la visualizzazione di immagini in un ragionevole lasso di tempo.  I sistemi gratuiti tradizionali come BMRT, Rayshade e POV sono troppo lenti (d'altronde servono a tracciare raggi ...). Pixcon & Anitroll è un prodotto anch'esso gratuito ma non impiega un'eternità per rappresentare un'inquadratura (un momento! certo non si è in tempo reale ... ma ci sto lavorando). Nel pacchetto sono state implementate anche alcune tecniche di rappresentazione presentate a SIGGRAPH 96 da Ken Musgrave e questo stesso pacchetto è stato utilizzato per generare un'animazione a SIGGRAPH '95.

La Home Page di Pixcon & Anitroll è: http://www.radix.net/~dunbar/index.html

Commenti vanno inviati a dunbar@saltmine.radix.net
Si può scaricare il software da:  ftp://sunsite.unc.edu/incoming/Linux/pixcon-105.tgz
e sarà spostato a:
ftp://sunsite.unc.edu/pub/Linux/apps/graphics/rays/pixcon-105.tgz
 

Glide 2.4 è stato trasportato su Linux

Glide versione 2.4 è stato trasportato in ambiente Linux ed è ora disponibile gratuitamente. Questa libreria consente agli utenti Linux dotati di schede grafiche 3Dfx Voodoo Graphics, quali Orchid Righteous 3D, Diamond Monster 3D, Canopus Pure 3D, Realvision Flash 3D, e Quantum Obsidian di scrivere applicazioni 3D. La scheda Voodoo Rush nonè ancora supportata. La libreria è disponibile esclusivamente in formato binario.

Si riporta il contenuto della pagina Web di 3Dfx:

Glide è una libreria ottimizzata per la rasterizzazione che funge da software di 'micro-strato' per gli acceleratori 3Dfx Voodoo. Con Glide gli sviluppatori possono apprezzare la potenza del Voodoo nel fornire retini prospettivamente corretti, filtrati e mappati MIP al ritmo di inquadrature real-time, senza dover lavorare espressamente con registri hardware e memoria, riuscendo così a produrre codice più veloce e pulito.
In maniera del tutto indipendente si sta sviluppando anche un modulo per Mesa in modo da rendere disponibile un'interfaccia tipo OpenGL per le schede grafiche Voodoo.

Per avere maggiori informazioni su Glide si veda il sito:
http://www.3dfx.com/download/sdk/index.html
Per maggiori informazioni su come scaricare Glide si consulti:
http://www.3dfx.com/download/sdk/index.html
Per maggiori informazioni su Mesa si veda:
http://www.ssec.wisc.edu/~brianp/Mesa.html
Per le FAQ su 3Dfx relativamente a Linux si veda:
http://www.gamers.org/~bk/xf3D/
Se poi si vuole discutere di tutto quanto detto ci si iscriva al newsgroup 3Dfx:
news://news.3dfx.com/3dfx.glide.linux
 

Lo sapevate?

Domande e Risposte

D:Mi sia consentito porre una domanda connessa a temi grafici: C'è del software che converte file GIF/JPEG in file GIF/JPEG trasparenti?   Raju Bathija <bathija@sindhu.theory.tifr.res.in>

R: Che io sappia JPEG non supporta i formati trasparenti, occorre utilizzare piuttosto il formato GIF (o PNG).  Per ottenere questo risultato con un file GIF va selezionato il colore da rendere trasparente, si badi: uno ed uno solo dei colori dell'immagine può essere specificato come colore da rendere trasparente. Per selezionare il colore si può utilizzare xv, si ricorre quindi al pacchetto NetPBM per convertire l'immagine in un GIF trasparente. Il tutto dovrebbe potersi fare mediante qualcosa di molto simile a quanto segue:

giftopnm file.gif | ppmtogif -transparent rgb:ff/ff/ff > newfile.gif

Si controlli la pagina del manuale di ppmtogif per vedere come specificare il colore da utilizzare.
 

L'angolo della Posta

Chris Bentzel <cbentzel@rhythm.com ha scritto:
Al termine della sua dissertazione sulla correzione gamma nel numero 17 della Musa della grafica Lei ha detto che non era in grado di mettersi in contatto con Greg Ward. Bene! Attualmente il suo recapito è gregl@sgi.com (in quanto è ora Greg Ward Larson -> crede nella reciprocità del rapporto moglie-marito per quanto concerne il nome). In ogni caso migliori indicazioni possono essere reperite all'indirizzo della pagina della radiosità (radiance): un rappresentatore di alto livello e fisicamente corretto per la traccia di raggi/radiosità, usato per lo più per la progettazione da parte di architetti (che tra l'altro gira su Linux! Ed è disponibile gratuitamente con i sorgenti!)   http://radsite.lbl.gov/radiance/HOME.html

Jean Francois Martinez <jfm2@club-internet.fr> ha scritto:
Ho appena finito di leggere il suo articolo su LJ relativo al Megaedro e mi sto divertendo a scrivere alcuni degli esempi ivi riportati.  Sono andato a vedere in mhd/system/smpl_prims ed ho trovato il seguente:
coord_system=right_handed;
per cui ritengo si possa provare quanto riporto appresso
picture smokey_train_pic with
        coord_system=left_handed;
Si noti che queste due righe sono state poste subito dopo la dichiarazione dell'oggetto di più alto livello (quello chiamato da do, per capirci). Naturalmente se si utilizza quanto ho proposto per gli esempi citati si noterà che la macchina da ripresa non sarà più a fuoco sul soggetto.

John P. Pomeroy <pomerojp@ttc2.lu.farmingdale.edu> ha scritto:
Normalmente salto a pié pari l'articolo sulla Musa della Grafica (sono un tecnico non un grafico) ma questa volta c'è stato qualcosa che mi ha indotto a soffermarmici. Probabilmente la causa va ricercata nel fatto che sto cercando di mettere a punto una piattaforma per l'apprendimento a distanza basata su Linux, da utilizzare nelle classi ove ho delle reti di computer. In ogni modo una delle risorse meno care in cui mi sono imbattuto è stata la Winnov Videum-AV una scheda fuori dal comune per la quale non ci sono driver Linux disponibili. Ho provato anche a contattare la Winnov qualche tempo fa, ma mi hanno detto che non sono per nulla interessati a Linux. Dopo aver letto degli sforzi di diverse persone sulla QuickCam mi sono auspicato che da parte sua venisse almeno l'indicazione dell'esistenza della scheda Videum, perché forse sarebbe saltato fuori qualcuno che stava lavorando a prepararne un driver (si badi che non sono proprietario di uno stock di schede Winnov, né conosco nessuno che ce l'abbia).
Che ci sia qualche programmatore che stia lavorando già su questo tema? Che la Winnov prenda spunto da quest'iniziativa? Lo spero e me lo auguro perché ritengo che una scheda Videum in ambiente Linux si comporterebbe alla stessa maniera (se non meglio) che in ambiente Windows NT. Si immagini un servizio di riproduzione video (sia esso basato su Java sia che utilizzi un server Linux Real Video con 60 flussi, del tipo appena reso disponibile) con la possibilità di presa diretta in ambiente Linux. Sono certo che quelli della Winnov lo vorrebbero! In ogni caso grazie. Ritengo che la Musa presenti un giusto equilibrio in termini di quantità di materiale tecnico e materiale artistico. Penso proprio che comincerò a leggere la Musa un po' più spesso, ma innanzitutto ... a cominciare dall'ultimo numero!
Musa:  Allora?  C'è nessuno che stia lavorando a questo driver?

Jim Tom Polk  <jtpolk@camalott.comhttp://camalott.com/~jtpolk/ ha scritto:

Leggendo i suoi articoli ho notato che Lei ha asserito di non sapere dell'esistenza di alcun visualizzatore di GIF animati in ambiente Linux. Io utilizzo xanim e normalmente mi regolo come segue: uso gifmerge per creare l'immagine quindi la carico con xanim e la gestisco passo-passo. Trovo anche che sia utile per vedere come sono strutturate/realizzate alcune animazioni. La versione che ho installato è XAnim Rev 2.70.6.4 di Mark Podlipec (c) 1991-1997 e l'ho trovata per caso mentre caricavo un GIF animato (stavo cliccando su un file mpeg quando l'ho perso). Con questo pacchetto si può avviare il multigif, fermarlo, metterlo in pausa, andare avanti e indietro un'inquadratura per volta e aumentare o diminuire la velocità della sequenza. In effetti per creare il GIF si può utilizzare una qualunque altra utility ma io preferisco utilizzare sempre xanim. Alla prossima.
Musa: Ho avuto un considerevole numero di messaggi di questo tenore, resta il fatto che io non ho mai utilizzato xanim per i GIF animati. Sono convinto che funziona, e bene, l'unico problema è riuscire a vedere tutto quello che questo magnifico pacchetto può fare.

Alf Stockton <stockton@acenet.co.za> ha scritto:

Ho un discreto numero di immagini JPEG cui voglio aggiungere del testo esterno, in pratica dei commenti da applicare a foto che ho ripreso con la mia macchina digitale QV-10, in modo che il testo non vada a sovrapporsi all'immagine ma compaia o accanto o al disotto della stessa. In altre parole voglio realizzare dei JPEG di dimensioni maggiori che comprendano la mia foto ed il testo. Naturalmente non è che debba trattarsi per forza di JPEG, mi basta sia un qualunque formato di immagine gestibile da un browser in quanto intendo trasferire queste immagini sul sito del mio ISP. Inizialmente avevo pensato (come ho fatto) di realizzare un documento HTML per ogni immagine, ora però che il numero delle immagini è cresciuto enormemente non ho più alcuna intenzione di realizzare un identico numero di pagine HTML.
Musa: Sono un po' confuso, nel senso che non mi è chiaro cosa si vuole ottenere: Si vuole il testo comunque visibile? Si vuole includere del testo sotto forma di informazioni non stampabili (come nel caso dell'intestazione di un'immagine)? In quest'ultimo caso, ed in particolare qualora si voglia del testo nell'intestazione non sono sicuro di essere in grado di farlo. Sono quasi sicuro che si possa fare ma non mi ci sono mai cimentato.

Nel caso in cui si vuole del testo ben visibile ma non sovrapposto all'immagine originale ci sono diverse maniere per farlo. Io raccomando caldamente di utilizzare il GIMP, anche se mi rendo conto che lo si può trovare stressante - una volta che si è imparato ad usarlo, però, ci si accorge che rende la vita molto più facile. In ogni caso, qualora si voglia solo uno script di shell si può provare a vedere se il pacchetto NetPBM risolve il proprio problema: si tratta infatti di un intero set di semplici programmi a riga di comando che realizzano la conversione e la manipolazione di immagini. Uno dei programmi è pnmcat; per utilizzarlo si devono prendere due immagini e convertirle in file pnm. Per dei GIF la procedura dovrebbe essere la seguente:

giftoppm file1.gif > file1.pnm

Quindi si dovrebbe utilizzare pnmcat come specificato appresso:

pnmcat -leftright file1.pnm file2.pnm > final-image.pnm

Ciò dovrebbe consentire di disporre le due immagini una accanto all'altra. Si può poi provvedere a riconvertire il tutto in GIF per poterlo disporre su Web. Il pnmcat ha anche altre caratteristiche che consentono di creare pile di immagini (-topbottom) e specificare le modalità con le quali disporre l'immagine più piccola, se si ha a che fare con immagini che non sono tutte della stessa larghezza e della stessa altezza. In ogni caso c'è una pagina in man (manuale in linea), relativa a pnmcat, che viene fornita con NetPBM.

Si noti che il pacchetto NetPBM non è in grado di gestire immagini JPEG. Ritengo però che esistano programmi specifici quali jpegtoppm e ppmtojpeg, disponibili sul sito Web di JPEG, anche se non ne sono del tutto certo visto che non utilizzo programmi specifici per gestire i file JPEG.

Se lo si vuole si può aggirare l'ostacolo leggendo sempre le immagini prima di tutto nel formato JPEG, salvandole poi mediante xv in formato PPM/PNM (si tratta essenzialmente dello stesso identico formato) e utilizzando infine il pacchetto NetPBM.

Jeff Taylor <jeff@adeno.wistar.upenn.edu> ha scritto:

1)  Nella rassegna fatta ultimamente sul numero di settembre del Linux Journal relativamente a Megaedro Lei ha citato le difficoltà incontrate nello scrivere le informazioni di un modello in un file da utilizzare per la rappresentazione mediante un rappresentatore (renderer) alternativo. Questo aspetto è per me particolarmente importante in quanto vorrei utilizzare PVMPOV per la rappresentazione definitiva di immagini. Da quanto da Lei riportato non mi è chiaro, però, se sia difficile o impossibile.
Musa: Difficile certamente, ma non impossibile. Ritengo che si possano acquisire informazioni sul modello per mezzo dei dati del poligono (vettori), anche se va fatto il lavoro di tradurre queste informazioni nel formato del file che si intende utilizzare. Non mi ritengo un esperto in questo settore in quanto ho utilizzato il pacchetto soltanto per il tempo necessario ad acquisirne un minimo di familiarità nell'utilizzo. La cosa migliore da fare, penso, è scrivere agli autori ponendo la medesima domanda, si otterrà sicuramente una risposta più articolata (spero) e si scoprirà che la comunità Linux è interessata a supportare prodotti commerciali.
2)  Il modellizzatore consente la stampa di immagini bidimensionali?  Mi riferisco a disegni CAD con 3 angoli di vista. Mi piacerebbe utilizzarlo per applicazioni CAD con le quali si va a creare un modello e se ne possono stampare viste in scala.
Musa: Non c'è una funzione specifica per la stampa di immagini bidimensionali, si possono però salvare le immagini su file e stamparle utilizzando qualche altro programma, come xv o GIMP. Il manuale ha una sezione interamente dedicata al salvataggio delle immagini: BTW, in quanto presumo che ci si voglia riferire alle immagini che sono state rappresentate; queste immagini possono essere salvate in formato RAW o TGA utilizzando le funzioni fornite nel linguaggio SMPL.

Daniel Weeks <danimal@blueskystudios.com> ha scritto:

Mi piace iniziare congratulandomi con Lei per il lavoro veramente grandioso che sta facendo con La Musa della Grafica e per l'articolo redatto per il Linux Journal sul Megaedro. È da lì infatti che parto per porle le mie domande.
Musa: Grazie per i complimenti!
Innanzitutto mi è parso di capire che Megaedro I è un linguaggio programmatico/procedurale per la modellizzazione (il linguaggio in sé è abbastanza interessante e non risulta essere molto dissimile in struttura e funzioni dal nostro cgiStudio (se si eccettua lo strano stile di commento)), dispongo infatti di uno script perl che traduce la maggior parte dei file SPML in cgiStudio :).  Il problema è allora: Megaedro ha tutti i tipi di interfaccia che sembrano disponibili nella modalità demo? Mi riferisco con ciò a qualcosa di simile a SoftImage ovvero Alias|Wavefront (anche se non necessariamente ugualmente funzionale o sovradimensionato).  In secondo luogo Megaedro supporta gli aggiornamenti NURBS e la geometria deformante?
Musa: Megaedro è un'API di programmazione - allo stato attuale un'API sotto forma di script. Il CD da cui l'ho preso (la versione da $99 che vendono dalle loro pagine Web) non era un demo, sebbene ne avesse molti al suo interno. Non vi è traccia di interfaccia X per il linguaggio (i.e. nessun modellizzatore grafico di ingresso). Ritengo che qualora ci fosse stato un adeguato interesse intorno al programma i produttori avrebbero provveduto di conseguenza. La cosa migliore da fare è andare sulla loro home page e cercare un indirizzo di e-mail cui far riferimento. Può darsi che esista un'interfaccia grafica di input non-Unix, ma non me ne sono preoccupato. Per quanto concerne i NURBS, alla stessa maniera, devo dire che sul CD che ho usato non si faceva alcun cenno al loro supporto; per quanto mi riguarda, poi, non posso dire di aver passato in rassegna tutti i possibili modellizzatori (o linguaggi di modellizzazione), eccettuato BMRT che supporta i NURBS in ambiente Linux. C'è da dire, in ogni caso, che Linux si sta affacciando soltanto ora su questo variegato panorama per cui ritengo sia solo un problema di tempo.
BTW:  per chi non lo sapesse questa sigla identifica la società Blue Sky Studios, la casa produttrice di effetti speciali che, tra le altre cose, sta realizzando gli effetti speciali per il prossimo film La Resurrezione di Alien. Si! Ripley è destinato a ritornare.

Hap Nesbitt <hap@handmadesw.com>, della Handmade Software, rispondendo alla mia rassegna di Image Alchemy: ha scritto:

Grazie per la bella recensione. Il nuovo BTW gestisce ora 81 formati (sono documentati nel file addendum.pdf). Quanto prospettato nell'artivolo è un lavoro notevole. È un lavoro che ha svolto da solo o ritiene di aver bisogno di aiuto?
Musa: Il lavoro è essenzialmente mio anche se ci sono state un paio di persone che in due diverse occasioni hanno realizzato degli articoli e lo stesso Larry Gritz mi ha dato un bel po' di aiuto quando mi sono cimentato con la presentazione del BMRT. Devo ancora ai miei lettori un approfondimento di quella serie di lavori.
Abbiamo trovato un pacchetto in grado di trasportare le librerie Mac in ambiente X. L'nterfaccia del Mac è così affascinante che la vorremmo poter vedere funzionante in ambiente X nell'arco dei prossimi 6 mesi o giù di lì. Glielo farò sapere via posta. Coloro che utilizzano BTW non acquistano in ugual misura Image Alchemy, preferiscono acquistare il pacchetto Image Alchemy in grado di gestire file PS e RIP postscript da inviare a plotter ad inchiostro di grosso calibro che utilizzano il formato HP-RTL. Se mi invia il suo indirizzo le mando un poster realizzato con questo sistema. Penso che le piacerebbe molto.
Musa: Questa si che è musica per le mie orecchie.  Grazie per le informazioni. Saluti!

G. Lee Lewis <GLLewis@ecc.com> ha scritto:

Le sue pagine Web sono veramente d'effetto.
Musa: Grazie.
Ha utilizzato del software in ambiente Linux per creare queste pagine?
Musa: Si.  Ed è proprio tutto e solo quel che uso. Non ho mai utilizzato MS e tutto il software che mi ha consentito di creare immagini e fare grafica sulle mie pagine è rigorosamente software Linux.
Mi può dire che cosa ha utilizzato?
Muse: Per lo più GIMP, ma anche una versione di Photoshop per UNIX. "GIMP" sta per Programma di manipolazione immagini GNU ma l'acronimo non è un gran che (naturalmente IMHO - è un parere strettamente personale), si tratta ovviamente di un programma dalle caratteristiche sorprendenti. Talvolta utilizzo anche xv, insieme a pacchetti come NetPBM (un gruppetto di piccoli programmi a riga di comando che consentono di realizzare diversi lavori di elaborazione immagini), MultiGIF (per creare animazioni GIF) ed il compositore di Netscape 4.x per creare pagine HTML. Ho iniziato utilizzando proprio quest'ultimo anche se non tutte le pagine che ho scritto sono state realizzate con questo strumento; a seconda delle circostanze, infatti, passo dalla produzione manuale delle pagine (mediante vi) al solo uso del Compositore. Per le immagini 3D utilizzo POVRay e BMRT che sicuramente richiedono una maggiore comprensione della tecnologia rispetto ad un pacchetto come il GIMP; è altrettanto vero però che il software per la grafica 3D è ad un diverso livello di sviluppo rispetto a quello della grafica 2D come il GIMP.
Che tipo di Linux preferisce? RedHat, Debian, etc ...?
Musa: Finora due delle mie tre macchine casalinghe girano con WGS Linux Pro (in pratica una distribuzione Rea Hat 3.x) mentre una è una Slackware (il portatile). Mi piace la distribuzione Red Hat 4.2 ma non fornisce il supporto per l'installazione della rete con schede ethernet PCMCIA, del tipo di quella che ho sul mio portatile. Ho previsto l'upgrade di tutti i miei sistemi alla RH4.2 per la fine dell'anno.

Non ho avuto ancora l'opportunità di dare un'occhiata alla distribuzione Debian, ma anche la Slackware è buona. Mi piace il loro software di installazione mediante "setup", che usa una semplice combinazione di script tar/gzip/shell, facile da usare e da analizzare in caso di debug. Per converso non si tratta di un vero e proprio sistema di gestione di pacchetti come RPM. "Semplici utilizzatori" (non hacker) apprezzeranno sicuramente molto di più RPM che "setup".

Quando è possibile utilizzo anche software commerciale per Linux, quale Applixware, che mi piace moltissimo, ed il server Xi Graphics AcceleratedX in luogo dei server XFree86. Il server Xi è molto più facile da installare e supporta una gran quantità di adattatori video in più. Sfortunatamente non supporta ancora L'Estensione di Input X, come fanno invece le ultime versioni dei server XFree86, cosa questa che si sta avviando a divenire sempre più importante per chi vuole lavorare con la grafica.

Che ne pensa dell'OpenLinux della Caldera?
Musa:  Finora non ho mai avuto l'opportunità di esaminarlo, va da sé che sono favorevole ad ogni distribuzione commerciale. Sono un sostenitore accanito dell'idea che il software per Linux debba poter essere trovato sugli scaffali dei negozi che vendono software come CompUSA o Egghead Software. Il Linux Caldera sembra essere il miglior candidato a raggiungere questo obiettivo nel più breve tempo possibile. È ovvio che subito dopo cominceremmo a trovare sugli stessi scaffali le applicazioni commerciali; e questo è proprio quello che mi riempirebbe il cuore di gioia. A dir la verità ho acquistato il sistema Caldera Network Desktop l'anno scorso ma a causa di alcune limitazioni dell'hardware ho deciso di tornare alla distribuzione Slackware di cui già disponevo.

Tra tutte le distribuzioni quella della Caldera ha sicuramente chiaro come debba essere realizzato un "prodotto" che vada al di là di Linux - qualcosa che non sia costituito dal semplice impacchettamento degli eseguibili e dalla loro trasposizione su CD. Un prodotto di successo richiede altri prodotti provenienti da terzi (prodotti di qualità garantita per gli utenti, documentazione cartacea e organizzazioni di supporto con alti livelli di professionalità) e alleanze strategiche per prevenire la frammentazione. La frammentazione è proprio ciò che ha fatto uscire di senno i primi rivenditori di PC Unix (come Dell e Everex) e che ha afflitto per anni i rivenditori di workstation Unix.

Per cui, in conclusione, sono fortemente d'accordo con gli sforzi che Caldera, Red Hat, Xi Graphics e tutti gli altri rivenditori stanno facendo per cercare di rendere Linux un prodotto commerciale.

<veliath@jasmine.hclt.com>  ha scritto:

C'è della documentazione disponibile sul GIMP? Per cortesia mi dica che c'è e mi indichi come arrivarci.
Musa: No, non ancora.  Sono in progetto un paio di libri, ma non c'è ancora nulla di ufficiale, né esiste della documentazione on-line. Questo è generalmente il guaio peggiore del software gratuito oltre ad essere la cosa che mi infastidisce di più, occorre dire però che anche nelle organizzazioni commerciali la documentazione rappresenta l'ultima preoccupazione cui far fronte.

A partire dal numero di novembre del Linux Journal inizierà una serie di 4 articoli sul GIMP, che scriverò io stesso. Si tratta di materiale introduttivo che però dovrebbe fornire quel minimo di aiuto che serve al neofita. Nell'ambito dello stesso numero mi andrò ad occupare anche dello stato dell'arte. Mi faccia sapere che ne pensa.

In ultima analisi ci si può anche procurare un qualsiasi testo relativo a Photoshop 3 o 4 che si occupi degli elementi fondamentali del funzionamento del programma. La Toolbox (la finestra principale all'interno della quale trovano posto tutte le piccole icone) è pressoché la stessa in entrambi i programmi (GIMP e Photoshop) e così pure accade per i diversi strati (se non si tiene conto di alcune differenze secondarie relative al modo in cui si presenta la finestra di dialogo). Da buon autodidatta ho imparato la maggior parte di quello che so dal testo "The Photoshop 3 Wow! Book" e da un paio di alti testi.





 

Alla scoperta di Browser con JavaScript

Ho iniziato da poco a documentarmi sulle ultime caratteristiche delle versioni appena uscite dei browser Netscape e MSIE a partire da quanto trovato su due siti Web di cui uno, quello di C|Net, noto come Builder.com e l'altro noto usualmente col nome di Developer.com.  I recently started reading up on the latest features that will be supported in the upcoming releases of the Netscape and MSIE Web browsers through both the C|Net web site known as Builder.com and another site known as Developer.com.  Due delle caratteristiche che mi sono parse più interessanti sono i Cascading Style Sheets (Fogli di Stili in cascata), cui usualmente ci si riferisce come CSS, e gli strati. I CCS consentono agli autori di pagine HTML di definire in maniera pressoché definitiva le caratteristiche delle loro pagine. In definitiva caratteristiche quali la famiglia dei font (Arial, Helvetica, e così via), il loro stile (normale, corsivo, obliquo), la loro grandezza e ampiezza possono essere specificate con precisione per ogni testo presente nella pagina. I Browser, dal canto loro, tenteranno di rispettare queste specifiche e nel caso in cui non dovessero riuscirci adotteranno appropriati valori di default. I CSS gestiscono la maggior parte delle caratteristiche normali del testo di una pagina oltre a consentire di posizionare lo stesso testo in termini assoluti o relativi. Si può perfino operare sul testo in modo da unirlo, farlo uscire dai margini e dotarlo di uno z-indice collegato alla sua posizione. Quest'ultimo è utilissimo in quanto consente di accedere a testi e grafici disposti in strati diversi. Specificando valori crescenti di z per una determinata posizione si possono creare strati sovrapposti all'interno di una pagina. Builder.com e Develper.com presentano entrambi degli esempi significativi ed impressionanti di queste estensioni dell'HTML. Una tabella delle nuove caratteristiche dei CSS è disponibile all'indirizzo: http://www.cnet.com/Content/Builder/Authoring/CSS/table.html.   Per poterla apprezzare in pieno si dovrà utilizzare Netscape 4.x.

I CSS sembrano rendere le pagine Web molto più interessanti.

L'unico neo dei CSS è che sono una novità. Ciò significa che ogni nuova tecnologia ha un certo periodo di latenza prima che sia distribuita in maniera tale da poter tornare utile a tutti. In altre parole la maggioranza dei browser non è ancora pronta, o sta giusto per essere distribuita nel momento in cui sto scrivendo queste pagine, per cui l'aggiunta di elementi CSS alle proprie pagine rischia di passare inosservato per un bel po' di tempo. Io raccomando comunque a tutti coloro che vogliono arrivare a produrre delle pagine Web di un certo livello di acquisire al più presto familiarità con questo nuovo strumento. Nel frattempo abbiamo sempre a disposizione i nostri bravi JavaScript 1.1 e HTML 3.0.

Bene, ora basta con la filosfia e cominciamo a passare a qualcosa di concreto.

Ho appena aggiornato le mie pagine GIMP per testimoniare l'ormai definitivo passaggio a miglior vita della versione 0.54 e, contestualmente, l'avviarsi della versione 0.99 ad essere ora e sempre "quasi la 1.0". Ciò significa che ho tolto la maggior parte delle informazioni che mi riguardavano ed ho realizzato una mini-galleria di alcune delle immagini che ho creato con il GIMP. Insieme alle immagini, con un fantasmagorico sfondo creato utilizzando esclusivamente una serie di gradienti creati o modificati con l'editor di gradienti del GIMP, ho previsto un po' di codice Javascript, per rendere più gradevoli i miei menu di navigazione, ed un paio di semplici GIF animati. Quasi sicuramente il divertimento che ne ho tratto realizzandole è stato maggiore dell'effetto scenografico che se ricava. Coloro che vorranno andare a vedere queste pagine le troveranno più attraenti con Netscape 4.x in quanto ho utilizzato una caratteristica delle tabelle che mi consente di specificare delle immagini come sfondo per una tabella, una riga o anche una singola cella. I possessori di Netscape 3.x potranno ugualmente godersi la maggior parte degli effetti ma ne perderanno alcuni.

Qualche tempo fa avevo aggiunto un po' di codice Java alla pagina principale del mio sito web ed avevo inviato un'e-mail a mio fratello, che lavora in Compaq su sistemi NT, e ad un amico dotato di un sistema Mac, chiedendo loro di andare a dare un'occhiata a queste pagine e di dirmi che cosa ne pensavano. È venuto fuori che MSIE non teneva in alcun conto questo codice e che il browser Netscape sul Mac non gestiva correttamente lo scorrimento delle immagini (lo scorrimento di un'immagine fa rimpiazzare un'immagine con un'altra a seconda dell'azione intrapresa dall'utente - ne riparleremo in un prossimo numero delle Meraviglie del Web). La cosa mi ha scioccato in quanto è emerso che Javascript non era quella piattaforma trasversale che era stato assicurato essere. Ancora una volta ci troviamo dinanzi ad una nuova tecnologia e vale quanto già detto prima, l'unica soluzione resta quella di aggiungere del codice che consenta di determinare se il resto del software può essere eseguito oppure no. Ho pertanto dovuto provvedere ad aggiungere questo codice.

Questo accadeva ... un anno fa? Non lo ricordo con precisione, anche perché mi sembra sia passata un'eternità. Bene, poco tempo fa, mentre ero alla ricerca di informazioni su CSS ed altro ancora mi sono imbattuto in alcuni esempi di script Java che spiegano esattamente come ottenere quanto detto. Ne approfitto per condividere questa informazione con tutti i lettori. È abbastanza banale per cui prima la riporto e poi ne dò una spiegazione.  Nota: Quanto segue può essere di difficile lettura in finestre di larghezza inferiore ai 660 pixel. Me ne scuso.
 
<SCRIPT LANGUAGE="JavaScript1.1">
<!-- // Activate Cloaking Device 
// *************************************** 
// Individuazione del Browser - test del browser 
// con cui stiamo lavorando. 
// Based loosely on code from both Tim  
// Wallace and the Javascript section of
// www.developer.com. 
// *************************************** 
browserName = navigator.appName; 
browserVersion = parseInt(navigator.appVersion); 
browserCodeName = navigator.appCodeName; 
browserUserAgent = navigator.appUserAgent; 
browserPlatform = navigator.platform;

// Test for Netscape browsers 
if ( browserName == "Netscape" && 
   browserVersion >= 4 )  

   bVer = "n4"; 
if ( browserName == "Netscape" && 
   browserVersion == 3 )  

   bVer = "n3"; 
if ( browserName == "Netscape" && 
   browserVersion == 2 )  

   bVer = "n1"; 

// Test for Internet Explorer browsers 
if ( browserName == "Microsoft Internet Explorer" && 
     browserVersion == 2 ) bVer = "e2"; 
if ( browserName == "Microsoft Internet Explorer" && 
     browserVersion == 3 ) bVer = "e3"; 
if ( browserName == "Microsoft Internet Explorer" && 
     browserVersion >= 4 ) bVer = "e4"; 

// Deactivate Cloaking  --> 
</SCRIPT>
La prima riga informa il browser dell'inizio di uno script. Suppongo che il costrutto LANGUAGE serva ad identificare il linguaggio dello script, ma non è necessario. Se il tag LANGUAGE non viene utilizzato il browser assumerà che il linguaggio dello script sia JAVASCRIPT. L'unico altro linguaggio che mi risulta attualmente essere utilizzato, anche se per il solo MSIE, è VBSCRIPT. I browser che non sono in grado di comprendere questi elementi HTML semplicemente li ignorano. Nella riga successiva inizia il vero e proprio script. Tutti gli script sono compresi in righe di commento HTML, in tal modo si può nascondere il contenuto dello script al browser che non lo comprende (così come i commenti in "cloaking"). Si noti che uno script può iniziare e terminare in punto qualsiasi di un documento HTML. Sebbene non sia espressamente richiesto, la maggioranza degli script viene inclusa nel blocco di intestazione <HEAD> all'inizio della pagina, al fine di rendere più semplice il debug.

I Commenti all'interno di uno script vengono realizzati, seguendo lo stile del C++, con il simbolo // premesso alla riga, nel caso di linea singola di commento, o con il simbolo /* all'inizio di un blocco ed il */ alla fine, nel caso di più righe di commento. Per coloro che riescono a vedere il testo a colori con il loro browser faccio presente che i commenti che ho introdotto sono di colore viola, in maniera da farli risaltare rispetto al resto del testo.

Le cinque righe seguenti ricevono le stringhe di identificazione dal browser accedendo all'oggetto navigator. Le prime due che settano le variabili browserName e browserVersion, sono ovvie e sono quelle che vengono usualmente utilizzate per identificare il browser negli script. La appCodeName è "Mozilla" per Netscape e può non essere utilizzata nel caso di MSIE. La appUserAgent è generalmente una combinazione di appCodeName e appVersion, anche se non è detto che debba esserlo per forza. Spesso potrà capitare di riuscire a prendere questa stringa ed ottenerne tutte le informazioni che si stanno cercando. L'ultima riga, la proprietà platform del browser, è stata aggiunta in JavaScript 1.2. Attenzione - questo codice tenta di accedere ad una proprietà che non tutti i browser riescono a gestire; sarebbe il caso di inserire l'assegnazione di browserPlatform all'interno di una riga IF per stare tranquilli.

Le righe successive servono ad effettuare qualche semplice test per vedere se i browser supportano il nostro script. Si noti che i test sono banali - si vanno semplicemente a verificare i valori contenuti nelle stringhe prelevate dalle variabili browserName e browserVersion. Nel primo insieme di righe si va a vedere se si tratta di Netscape, nel secondo insieme di MSIE. All'interno di queste righe si può aggiungere altro codice teso a verificare proprietà più specifiche relative al tipo di piattaforma utilizzata (come particolari messaggi di benvenuto per un eventuale utente Linux!) ma è anche possibile che in questa sede si vada a settare una particolare variabile globale che verrà testata più avanti in altri script in cui verrà svolto il lavoro vero e proprio. SI RICORDI che in una stessa pagina HTML possono trovare posto più script e che ciascuno può accedere a variabili predisposte da altri script.
 

Perché è così importante conoscere la versione di un browser? Semplice - JavaScript è una nuova tecnologia, introdotta con la versione 2.0 del navigatore della Netscape. Microsoft, dal canto suo, lamentando che il supporto per JavaScript non è un gran che è arrivata ad inserirlo nel suo browser a partire dalla versione 3.0. Il problema è che ogni versione, di ogni browser, supporta il linguaggio a diversi livelli. Si consideri, ad esempio, uno degli usi più popolari che si fa del linguaggio "lo scorrimento di immagini", con il quale un'immagine viene sostituita da un'altra immagine allorché vi si passa sopra il mouse: abbiamo che diverse versioni del Netscape 2.0 gestiscono questa caratteristica molto bene, la versione per Mac ha un problema nella releasee 3.0 del browser, in virtù del quale l'immagine originaria non viene rimossa allorché avviene la sostituzione con la nuova immagine. Per quanto riguarda poi MSIE 2.0 e 3.0 non supportano affatto questa caratteristica di JavaScript e addirittura aprono finestre di errore al loro uso. Avendo le opportune informazioni sul browser e sulla piattaforma che utilizza si può fare in modo da realizzare degli script Javascript che riescono a lavorare abbastanza bene su ogni piattaforma.



 
Riflessioni
 

SIGGRAPH 97

Sfortunatamente questo mese non sono in grado di darvi la possibilità di conoscere la mia esperienza al SIGGRAPH. Durante il mio viaggio, infatti, ho preso una serie di appunti sul mio portatile Versa NEC (con su, ovviamente, Linux) senonché ho lasciato l'alimentatore ed il cavo di alimentazione in albergo e mentre che mi rendevo conto di quanto accaduto e ritornavo al motel per cercarlo è passato il tempo necessario a far sì che non potessi più ritrovarlo. Ora sarà accatastato con molta probabilità sugli scaffali di un rivenditore di computer usati. In ogni modo ho già ordinato i nuovi attrezzi e conto di riuscire a preparare il pezzo sul SIGGRAPH per il prossimo mese. Sono spiacente.
In ogni caso si accettano donazioni e offerte per coprire le spese dei pezzi nuovi. <grin>.
 
 

La Progettazione di applicazioni multimediali

Di recente mi sono procurato una copia di Design Graphics dal mio usuale rivenditore di libri. È un periodico mensile che si presenta molto bene dal punto di vista dell'impaginazione e che affronta in dettaglio molte aree della computer grafica. Il giornale è piuttosto caro, costa circa $9, ma raramente un acquisto è risultato di analogo valore. Per chi si occupa di progettazione grafica e/o di progettazione di interfacce d'utente l'acquisto di questo giornale può rivelarsi un buon investimento.

Il numero di Luglio della rivista ha messo l'accento su MetaCreations, la compagnia nata dalla fusione di MetaTools e Fractal Design. Tra i fondatori di MetaTools c'è Kai Krause, un progettista software unico, l'uomo che ha creato le ardite interfacce che si possono incontrare nei prodotti MetaTools come Soap e GOO.  Nello stesso numero erano riportate delle inquadrature molto dettagliate dell'interfaccia di Soap. È proprio leggendo questo articolo e analizzando l'interfaccia di Soap che mi sono reso conto di una cosa fondamentale: le applicazioni multimediali consentono di rappresentare quello che si vuole. Basta sapere un po' di come funzionano le interfacce grafiche e molto di come si creano immagini grafiche.

Le interfacce grafiche sono semplici programmi che consentono di creare in maniera abbastanza facile delle videate particolari che permettono agli utenti di interagire con il programma. Queste interfacce sono guidate dagli eventi nel senso che si trovano normalmente in un ciclo di attesa, aspettando che venga premuto il tasto di un mouse o che avvenga un movimento per poi scatenare il processo che dipende da quell'evento. Ci sono due modi per realizzare programmi di questo tipo. Si può utilizzare un'applicazione a interfaccia programmabile (più spesso nota come API), quale può essere Motif o OpenGL, oppure si può utilizzare un'interfaccia basata su script come una pagina HTML con script Java/JavaScript o VRML. La scelta del metodo da utilizzare dipende dagli scopi dell'applicazione e dal tipo di destinatari del prodotto.

Il problema si riconduce pertanto a: chi è il "destinatario"? Il destinatario dei miei articoli è la moltitudine di utilizzatori Linux che vogliono fare qualcosa di più del semplice mandare in esecuzione dei server Web. I destinatari dei miei lettori potrebbero essere utenti Linux/Unix o chiunque abbia accesso ad un computer, indipendentemente dalla piattaforma utilizzata. Nel primo caso si ha la possibilità di scegliere tra la tecnologia delle API e quella dell'uso di HTML/VRML e browser. Se si ha l'esigenza di utilizzare piattaforme trasversali è conveniente orientarsi all'uso della tecnica dei browser. Si noti che esiste anche una terza alternativa: il Java nativo che funziona senza l'aiuto di un browser, quest'ultima tecnologia però è addirittura più nuova di quella dei browser, per cui è pensabile che debba trascorrere almeno un anno prima che la si possa utilizzare in maniera più o meno agevole attraverso le varie piattaforme. La tecnologia dei browser, nonostante qualche piccolo problema; è invece già qui.

Per poter utilizzare un'API per una data applicazione multimediale si deve innanzitutto scegliere un insieme di applicativi specifici, che è poi la parte dell'API che gestisce la rappresentazione a finestre per conto di chi la utilizza. Motif, ad esempio, ha un insieme di funzioni specifiche che permettono di rappresentare bottoni tridimensionali, barre scorrevoli e menu, che sono spesso gli oggetti più richiesti dalle applicazioni multimediali. Il pacchetto delle API Motif non riesce a gestire, però filmati MPEG, suoni e grafici bitmap comunque colorati; per poter riuscire a gestire questi effetti e realizzare un vero e proprio ambiente di sviluppo multimediale si deve utilizzare il pacchetto insieme ad OpenGL, alla libreria MpegTV, all'interfaccia per la gestione dell'audio OSS e alla libreria XPM. Il vantaggio maggiore che si ha con l'utilizzazione del metodo delle API è il controllo totale dei contesti e delle situazioni - i vari pacchetti consentono allo sviluppatore di creare applicazioni che sono molto più sofisticate e visivamente accattivanti di quanto non siano quelle ottenute utilizzando un browser. Un'applicazione che utilizzi un'API può, ad esempio, essere eseguita in modalità schermo intero senza dover richiedere un sistema per la gestione delle finestre, creando così l'illusione che si tratti dell'unica applicazione in esecuzione sul server X. Per ottenere gli effetti che si possono ammirare nel Soap della MetaTool occorre creare dei disegni bi e tri-dimensionali da utilizzare con le entità etichetta e tasto di Motif. Così facendo si eliminano le aree di bordo che vengono utilizzate per creare gli effetti dei bottoni tridimensionali in Motif. Ci sarà anche bisogno di scrivere delle callback (routine richiamate dal verificarsi di uno specifico evento) per poter effettuare in maniera molto rapida la sostituzione di immagini al fine di dare la sensazione di un movimento o di un'animazione.

Anche dopo aver utilizzato immagini tridimensionali in Motif non è detto che si riesca ad ottenere l'interattività che si desiderava dalla propria applicazione multimediale. Per aggiungere effetti tridimensionali particolari, come ad es. la rotazione di oggetti, con i quali far interagire l'utilizzatore occorrerà includere nella propria applicazione Motif le funzioni del pacchetto OpenGL (disponibile all'indirizzo MesaGL . Mediante la creazione di ben strutturate finestre OpenGL si potrà ottenere un'interattività tridimensionale che va ben al di là della semplice sostituzione di immagini con etichette e bottoni Motif. Il problema è che si dovrà scrivere del codice per registrare gli eventi all'interno di ben precise aree delle funzioni OpenGl, il che non è sicuramente cosa facile, anche se non è impossibile. L'utilizzo di OpenGL con Motif rappresenta un metodo realmente molto potente per la realizzazione di applicazioni multimediali che sicuramente non è alla portata di sviluppatori troppo timidi.

L'utilizzo della tecnologia legata ai browser per la creazione di applicazioni multimediali è leggermente diversa. In primo luogo è il browser che si prende cura della rilevazione del verificarsi di un evento, occorre soltanto dirgli qual'è la parte della pagina destinata ad accettare eventi, a quali eventi deve stare attento e cosa fare quando si verifica un ben determinato evento. Almeno dal punto di vista concettuale questo rappresenta il medesimo obiettivo dell'utilizzo del metodo delle API. In realtà, l'utilizzo di un browser semplifica di molto il lavoro poiché il browser stesso introduce un livello di astrazione che semplifica notevolmente il processo. L'autore identifica le parti di una pagina che devono accettare un input per mezzo di contrassegni HTML come collegamenti (link), ancore, prospetti di interrogazione (form) e utilizza poi dei gestori del tipo di onEvent di JavaScript, come onClick o onMouseOver, per gestire gli eventi stessi. L'impostazione della pagina (menabò) di un'applicazione diventa molto più semplice quando si utilizza il linguaggio HTML rispetto alla progettazione interfacce mediante l'uso di API. A titolo di esempio si consideri la possibilità di avere zone non rettangolari in immagini-mappa cliccabili per poter realizzare l'input voluto dall'utente; anche mediante l'utilizzo di API si possono realizzare regioni cliccabili non rettangolari ma, mentre con l'HTML ciò richiede un'unica riga di codice all'interno della quale specificare i confini della regione, con un'API può essere necessario scrivere centinaia di righe di codice.

- Continua nella colonna accanto -
Ulteriori Riflessioni ...  
Nessuna ulteriore riflessione - Perché?  Non vi è bastato quanto presentato?  <grin>
 


Visto e considerato che l'utilizzo delle API per la creazione di applicazioni multimediali può rivelarsi complesso e che non avrei n&ecute; lo spazio né il tempo per occuparmene in questa sede vediamo come si può utilizzare la tecnica dei browser.

Creare pagine Web è pressoché banale. Se non ci si è mai cimentati con quest'impresa consiglio vivamente di dare un'occhiata al Netscape 4.0 che comprende al suo interno un programma chiamato Page Composer (Compositore di pagine) che consente la creazione di pagine web con il classico metodo WYSIWYG (riproduzione contestuale della pagina editata). A titolo di esempio faccio presente che quanto riportato in queste pagine è stato redatto con Page Composer; ovviamente le pagine Web non si riducono solo a questo, occorre ancge saper gestire grafica, animazioni e suono. Vi risparmio per il momento ogni accenno al problema dell'interazione con file su disco.

Si può fare in modo di includere nelle pagine Web grafica, animazioni e suono mediante l'uso di collegamenti (link). L'applicazione che si andrà a realizzare avrà quasi sicuramente bisogno di programmi che gestiscano animazioni e suoni e dovrà includerli a meno che non si sia sicuri che un utilizzatore disponga già di tali programmi. Per le animazioni sui sistemi Linux, al di là dei GIF animati che sono supportati già dal browser in maniera nativa si può far ricorso a xanim.  Il processo di installazione dovrà spiegare come far funzionare questi programmi; JavaScript, dal canto suo, consentirà di ricavare quali esecutori e quali plug-in sono disponibili anche se non darà la possibilità di lanciarli automaticamente senza che siano stati prima registrati dal browser.

Alla stessa maniera in cui si includono grafica ed animazioni si possono aggiungere dei suoni: basta creare dei collegamenti con i file sonori. Non tutti i sistemi Linux danno la possibilità di gestire suoni, vale forse la pena di scriversi un plug-in che testi l'unità audio prima di provare ad ascoltare file sonori o installare il plug-in stesso per gestire questi file. Altra cosa di cui occorre tener conto è la possibilità che per motivi di sicurezza un plug-in non riesca ad aprire il file relativo ad una specifica unità; è opportuno allora consultare l'API del plug-in di Netscape per vedere quali file possono essere aperti e quali no.

Qualcuno potrebbe meravigliarsi del fatto che si può utilizzare un browser per gestire applicazioni multimediali su CD, non va dimenticato però che sia MSIE che Netscape consentono di visualizzare documenti HTML residenti sulla propria macchina. Con Netscape va utilizzato qualcosa di molto simile a file:/cdrom/start.html per accedere alla pagina principale dell'applicazione da esplorare. Tutti i collegamenti - siano essi a suoni, grafica o animazioni - possono essere visualizzati o eseguiti quando la pagina viene caricata per la prima volta mediante l'uso del gestore di eventi onLoad di JavaScript. Grafica, animazioni, suoni e applet Java non richiedono di essere trasmessi da un server per essere visti o eseguiti mediante un browser e siccome anche JavaScript è incluso nell'HTML neanche lui richiede la presenza di un server. A seconda di quanto si vada ad utilizzare dei percorsi relativi (ovviamente alla directory in cui trova posto la prima pagina dell'applicazione realizzata) gli utenti dell'applicazione avranno o meno bisogno di far ricorso ad un server per poter fruire dell'applicazione multimediale basata su HTML.

A questo punto abbiamo accennato a tutto quanto si può fare eccettuato l'accesso ai file. Il problema della sicurezza relativamente all'uso di browser e di Java è stato sempre particolarmente sentito - si è protetto ogni accesso alle informazioni negando direttamente ogni accesso all'hard disk, e questa è stata la soluzione adottata anche con JavaScript 1.2. Di fatto non ci sono veri e propri comandi di I/O nel linguaggio JavaScript. Per poter inserire dei dati in un'applicazione occorre disporli tutti in un array statico incluso nel codice JavaScript di una pagina oppure, grazie a Dio, li si può scrivere in file separati e si può puntare ad essi quando la pagina viene caricata. Per far ciò basta usare l'attributo SRC del tag SCRIPT. Netscape 3.0 e versioni successive nel momento in cui lo leggono provvedono a caricare il file di script come se si fosse trovato nel tag SCRIPT della pagina originale. La cosa non funzionerà con browser precedenti al 3.0, alcune versioni beta del 4.0 o (sembra) con qualunque browser MSIE.

L'uso dell'attributo SCR garantisce un minimo di controllo sulla possibilità di gestire i propri file di dati, anche se va comunque tenuto presente che i propri dati in questo modo vengono a trovarsi in file su CD che è comunque leggibile. Utilizzando invece gli applet Java si potranno compilare i dati in file oggetto ma non si potrà accedere al file system. Un'ulteriore maniera di leggere dati da file consiste nell'uso di plug-in e si realizza attraverso una serie di operazioni interattive; il problema è che non ho dimestichezza con le API plug-in di Netscape e MSIE e penso che possano avere delle forme di protezione che impediscono questa possibilità. Anche se la lettura dei file può sembrare un gioco da ragazzi vi sono diverse ragioni per cui se ne scoraggia la pratica. C'è un altro modo di realizzare operazioni di lettura/scrittura sul filesystem dell'utente: si tratta dell'applicazione Java o JavaScript certificates che è una vera e propria nuova risorsa tecnologica con la quale non ho molta familiarità. Il volume The Official Netscape JavaScript 1.2 Book descrive i certificates e come crearli ed ottenerli. Penso sia opportuno dare un'occhiata a questo testo (alla fine del capitolo 14) se ci si vuole cimentare con loro.

Mentre rileggo questo articolo mi rendo conto che ciò che è per me limpido e cristallino può essere una palude melmosa per i miei lettori. Non c'è motivo di agitarsi. Mi sono occupato di così tante cose in così poco spazio che forse occorre lasciar sedimentare il tutto. Ciò che occorre fare è innanzitutto scegliere un metodo di lavoro: API o browser. Ciò fatto si passa a selezionare una parte di questo metodo di lavoro ed a documentarsi quanto più possibile. Personalmente mi riesce più facile comprendere la tecnica delle API in quanto faccio il programmatore. La tecnica dei browser è interessante in quanto fornisce un'Interfaccia Utente (UI) che viene "riempita" dallo sviluppatore con immagini e suoni. È ragionevole supporre, ragionando per astratto, che l'UI rappresenterà il futuro delle applicazioni multimediali ma oggi, come tecnologia, &erave; ancora ai primi passi del suo sviluppo. In ogni caso è necessario avere sempre ben chiaro che cosa consente di fare ogni parte del mosaico. Il metodo delle API consente di avere maggior controllo dei processi ed un accesso ai database che non richiede il ricorso ad un server (si può includere il codice relativo al database all'interno dell'applicazione). La tecnica del browser è più facile da progettare e realizzare ma consente un accesso limitato al sistema per motivi di sicurezza. Ciascun metodo può produrre effetti straordinari se si è in grado di mettere insieme in maniera saggia tutti i pezzi del mosaico. Basta guardare popi ai prodotti della MetaCreations, come Soap e GOO, per rendersi conto di ciò che è possibile fare.

 
 
 
 
Risorse

I riferimenti che seguono rappresentano esclusivamente il punto di partenza per l'acquisizione di ulteriori informazioni sulla computer grafica e, più in generale, sulla multimedialità, per sistemi Linux. Se disponete di informazioni specifiche su qualche applicazione e me ne mettete al corrente le aggiungerò alle mie pagine o, se lo preferite, potrete contattare qualche altro amministratore di siti web e prendere accordi con lui. Prenderò in considerazione la possibilità di aggiungere qualche altro riferimento di carattere generale qui di seguito, ma informazioni specifiche su applicazioni o siti troveranno sicuramente una migliore collocazione nei riferimenti di caratter generale riportati di seguito piuttosto che qui.
mini-Howto della Grafica su Linux
Programmi utili per la grafica in Unix
La pagina multimediale di Linux

Ecco alcune delle Liste di posta elettronica e dei Newsgroup che tengo sotto controllo e da cui traggo la maggior parte delle informazioni presentate in queste pagine:

Le liste dell'utente Gimp e dello sviluppatore Gimp.
La lista di discusione su IRTC-L
comp.graphics.rendering.raytracing
comp.graphics.rendering.renderman
comp.graphics.api.opengl
comp.os.linux.announce

Sviluppi Futuri

Il prossimo mese: Fatemi sapere di cosa volete che mi occupi!


Alla Home Page

Per l'articolo originale: © 1997 Michael J. Hammel - Pubblicato sul n. 22 della Linux Gazette
Per l'edizione italiana: © 1997 A. Cartelli - Pubblicato sul n. 8 anno I di LGEI a cura del LUGBari