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Ancora su Dict


di Larry Ayers

Traduzione di   G. V. Felchero e P. Blason


Il mese scorso ho scritto un articolo sul protocollo del client-server DICT, un sistema con licenza GPL per cercare parole in una serie di database dizionario. Ho ricevuto del feedback da Rik Faith, il primo sviluppatore di DICT, in risposta alle mie affermazioni riguardo all'utilizzo della memoria del server. Ecco una citazione di parte del suo messaggio:

Nella tua recensione, affermi che dictd richiede molta memoria per essere eseguito, e suggerisci che si potrebbe non volere in esecuzione di continuo questo servizio. In primo luogo, dal momento che la memoria di dictd mappa tutti i file che utilizza, può darsi che ps indichi che sta "utilizzando" molta più memoria di quanta effettivamente utilizzi. Sospetto che questo possa variare a seconda delle versioni del kernel e di ps, o dalle modalità con le quali viene riportata la memoria mappata. In secondo luogo, dictd non fa niente mentre aspetta una connessione col socket, per cui la memoria che esso utilizza sarà scambiata dopo molto tempo. Perciò penso dovrebbe andare bene avviare dictd in fase di boot e lasciarlo in esecuzione - io faccio così sul mio laptop sottodimensionato e ho dei buoni risultati nel senso che dictd non utilizza nessuna risorsa quando non risponde alle richieste. Se ti capita di notare una situazione in cui un dictd in attesa sta utilizzando tempo di cpu, allora questo è un bug che vorrei correggere.

Ti ringrazio per la recensione del software relativo a dict - spero che si possa migliorare di molto dictd e i relativi tool nei prossimi 6-12 mesi.

Ero curioso di saperne di più sui file indice del dizionario e come siano stati generati. In risposta al mio quesito, Faith mi ha scritto:

Di solito scriviamo uno script una tantum per ogni base dati in ingresso. Questi sorgenti vengono tutti distribuiti sul sito ftp. Ci stiamo muovendo verso un formato di interscambio per il dizionario (dictionary interchange format - DICF) dal quale saranno automaticamente generati gli indici. Ma saranno ancora richiesti script una tantum per convertire i database nel formato DICF. Ci aspettiamo, tuttavia, che una grande quantità di nuovo materiale venga in futuro scritta direttamente in DICF. Avevamo pianificato di avere DICF pronto per la fine del 1998, ma può darsi che questo progamma slitti.

Quando ho iniziato ad usare il sistema DICT, ho pensato che mi sarebbe stata utile una modalità Emacs, in modo che premendo un tasto si sarebbe potuta aprire una finestra che mostrasse le definizioni della parola sotto il cursore. Un po' di tempo dopo, mentre stavo leggendo il newsgroup gnu.emacs.sources, mi è capitato di trovare due file dict.el sviluppati indipendentemente l'uno dall'altro, entrambi funzionali ma con caratteristiche lievemente diverse.

La versione di Alexander Vorobiev è stata la prima che ho provato. Funziona bene sia con Emacs GNU sia con XEmacs. Questo file dict.el non ha inclusi vincoli per il mouse, ma ha una caratteristica che apprezzo: la parola in input, piuttosto che essere mandata direttamente al server dictd, prima viene visualizzata nel mini-buffer nella zona inferiore dello schermo, permettendone prima l'editazione. Per esempio questo può essere utile se si vuole la forma singolare piuttosto che quella plurale di una parola definita, o se si cerca la definizione di una frase.

L'altro file dict.el è stato scritto da Shenghuo Zhu. Anche questo funziona con entrambi gli emacs, ma i vincoli per il mouse (il tasto due vuole la parola sotto il cursore) funzionano solo con Emacs GNU, anche se non sarebbe probabilmente troppo difficile adattarlo ad XEmacs. Vi è anche incluso l'evidenziatore sintattico per Emacs GNU.

Entrambe le modalità permettono la selezione di una combinazione di tasti per cercare una parola; io utilizzo Control-c-Enter. Dal momento che i due file sono piccoli, li ho impacchettati in un unico archivio tar gzip-pato e li ho allegati a questo numero della Gazette. Il file si può trovare qui. Le istruzioni per l'installazione delle modalità si possono trovare verso l'inizio di ciascun file. Nell'archivio si può trovare che una delle modalità è stata rinominata dict2.el; prima di utilizzare quella modalità si dovrebbe ripristinare il suo nome originale.

La modalità dict può perfino essere utilizzata come sostituto per l'interfaccia di controllo ortografico Ispell di Emacs. Se l'ortografia sbagliata di una parola viene passata al server dictd, verrà generata una risposta di questo tipo:

Nessuna definizione è stata trovata per "arcive", forse si vuol dire:
web1913:  Archive  Argive  Arrive
wn:  archive  Argive  arrive
foldoc:  archive

Naturalmente Ispell è più adatto per controllare l'ortografia di un intero buffer, ma se è in dubbio lo spelling di una singola parola, la modalità dict offre una valida soluzione alternativa.


Ultima modifica: mercoledì 28 ottobre 1998


Copyright, per la versione americana, © 1998 Larry Ayers
Pubblicato sul n. 34 della Linux Gazette, Novembre 1998
Copyright, per la versione italiana, © 1998 LGEI n. 10 Anno II
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