Aumentate l'efficienza del vostro sistema
usando gli alias

di John M.Fisk, traduzione di Francesco De Carlo

Parlando di come aggiustare e migliorare la fase di boot up... se tu usi bash (la shell che probabilmente la maggior parte delle persone usa perchŔ Ŕ prevista come default dalla procedura di installazione di Linux) allora c'Ŕ un "grande piccolo" file di configurazione che devi conoscere:

parliamo di ~/.bash_profile

Two cent tip: il simbolo ~ ("tilde") indica la tua home directory e dovrebbe corrispondere alla stessa directory cui punta la variabile d'ambiente $HOME.

Comunque, se dai un'occhiata alla pagina man relativa a bash, scoprirai che ci sono diversi files di configurazione che possono essere letti in fase di inizializzazione della shell:

Questo significa che puoi personalizzare la shell che usi di solito. Ed Ŕ qui che entrano in gioco gli alias.

Gli alias non sono altro che sostituzioni di comandi e puoi usarli per alcune shell come ad esempio la bash. La sintassi per creare un alias Ŕ:

Nota l'uso dell'apice "'" dopo il simbolo di uguaglianza (si tratta del comune apostrofo presente sulle trastiere italiane insieme al punto interrogativo).

Adesso puoi renderti pi¨ facile la vita semplicemente creando degli alias, che aumenteranno considerevolmente la velocitÓ con cui dai i comandi al tuo sistema.
Vediamo alcuni esempi:

Come puoi vedere queste sostituzioni di comandi accorciano di molto le operazioni sulla tastiera. Invece di digitare ogni volta ls -lF per avere l'elenco di una directory, potrai semplicemente digitare d.
Inoltre, se vuoi eseguire X Windows e non vuoi pi¨ vedere sullo schermo le decine di righe di messaggi di inizializzazione, allora con un alias potrai ridirigere l'usuale stdout nel device /dev/null che eliminerÓ le fastidiose righe iniziali. Facile e pulito.

Nota un'altra cosa importante. Ricordati che fin quando sei loggato come root, hai il pieno controllo del sistema, e quindi di tutti quei comandi potenzialmente pericolosi come "rm" (remove file), con il quale potresti inavvertitamente danneggiare o cancellare files vitali. Una volta cancellati questi files sono perduti definitivamente e ti dovresti mettere con tutta la santa pazienza per poterli ricostruire (infatti, attualmente il Linux non prevede alcun sistema per il recupero di files cancellati). Pertanto l'uso del comando "rm" Ŕ molto pericoloso se non si presta la dovuta attenzione.

Per questo motivo puoi aggiungere un alias per il comando "rm", in maniera tale che esso venga invocato con l'opzione -i che chiederÓ ogni volta il permesso quando vorrai cancellare qualcosa. Pu˛ sembrare una soluzione noiosa, ma ti renderai conto del suo grande valore quando perderai files preziosi. E comunque potrai evitare che ti venga proposto il messaggio di avviso semplicemente digitando il comando con l'opzione -f, che cancellerÓ il file senza alcun problema.


Per l'articolo originale: © 1995 John M.Fisk e per l'edizione italiana © LUGBari
Francesco De Carlo Ŕ raggiungibile su internet all'indirizzo fdecarlo@mailbox.media.it oppure tramite la redazione