CASSINO

La seconda guerra mondiale
Seconda fase della battaglia

(dal 20 febbraio al 25 marzo)


Mappa seconda battaglia
Forze in campo e loro spostamenti
nella seconda fase della Battaglia

Il 21 febbraio venivano effettuati i preparativi di un ulteriore attacco predisposto dal generale Freyberg e chiamato "operazione Dickens". Anche in questa occasione si decise di attaccare frontalmente sia Cassino che la collina e fu previsto un massiccio impiego di aviazione ed artiglieria.
Nel frattempo le forze tedesche avevano avuto il tempo di rimpiazzare gli uomini che avevano sopportato la campagna invernale e avevano trasformato i resti del monastero in una vera e propria fortezza.
Nei giorni successivi le condizioni climatiche avverse, tra cui freddo e neve, rellentarono notevolmente l'attività della fanteria ma non quella dell'artiglieria alleata che martellò incessantemente le postazioni nemiche.
Il 10 marzo il II Corpo d'armata neozelandese, che ricevette la pianta della città di Cassino con le postazioni nemiche e la dislocazione dei campi minati, si preparò all'attacco.

Cassino rasa al suolo
La città di Cassino
dopo il bombardamento
Il 15 marzo tutti i più alti gradi delle forze alleate, compreso il generale Alexander, erano riuniti presso il comando operativo del II Corpo d'armata a Cervaro, per assistere al bombardamento che avrebbe dovuto radere al suolo la città di Cassino.
Alle 8.30 del 15 marzo con il lancio della prima serie di bombe iniziò la seconda fase della battaglia di Cassino.
I bombardamenti durarono quattro ore, nel corso dell'operazione vennero impiegati 575 bombardieri e 200 cacciabombardieri e furono sganciate 1,140,000 Kg di bombe ad alto potenziale esplosivo (forse più che nella stessa Berlino).
Considerato che le forze tedesche consistevano di circa 350 uomini tra paracadutisti e pionieri si è calcolato che per ogni soldato tedesco sono stati sganciati circa 4,000 Kg di esplosivo.
Dopo la valanga di fuoco solo un gruppo di paracadutisti rifugiatisi in una caverna ai piedi di Montecassino riuscì a salvarsi.
Anche tra gli alleati vi furono alcune perdite a causa di errori di comunicazione.
Dopo il bombardamento al posto di strade e case vi erano solo macerie e crateri causati dalle esplosioni. La città era completamente rasa al suolo.

Soldati tedeschi tra le macerie
organizzano la difesa
Dopo la forza aerea fu la volta dell'artiglieria, della fanteria e dei carri armati che attaccarono ciò che rimaneva di Cassino.
I circa 100 soldati tedeschi sopravvissuti al bombardamento organizzarono la difesa della città tra le macerie e riuscirono a bloccare l'avanzata alleata, poiché era praticamente impossibile per i carri armati avanzare.
Il Battaglione Neozelandese riuscì a conquistare la rocca Janula solo dopo aspri combattimenti mentre la SS Casilina rimaneva ancora in mano tedesca (nonostante che i 2/3 della città fossero in mano alleata). Con il favore della notte il generale Heidrich poté inviare rinforzi ai soldati tedeschi, i quali furono ulteriormente protetti dall'artiglieria posta sulle alture.
Freyberg ordinò allora l'attacco del monastero, che fallì nonostante gli sforzi dei Rajputaua che giunsero fino a quota 236 e dei Gurka che, passando per la collina del "boia" (dal pilone della funicolare che era rimasto in piedi), giunsero a quota 435, per poi essere costretti a ritirarsi.
Tra il 16 e il 17 marzo i genieri riuscirono a ricavare un passaggio per i carri armati tra le macerie della città e gli alleati riuscirono così a conquistare la stazione ferroviaria, poco distante dalla via Casilina.
Il 17 marzo vi fu una breve tregua che permise alle due fazioni di recuperare morti e feriti.

Cimitero di fortuna realizzato per
dar sepoltura ai caduti


Bombardamento tedesco
Soldati tedeschi bombardano
le postazioni alleate

Il 18 marzo i paracadutisti tedeschi tentarono di recuperare la stazione, ma i soldati neozelandesi li respinsero.
Intanto due compagnie del Battaglione Essex furono inviate sulla rocca Janula per rinforzare i Gurka rimasti soli sullo sperone della "collina del boia".
La città di Cassino era ora quasi tutta in mano alleata e i genieri lavoravano alacremente per costruire strade.
Il 19 marzo i Maori tentarono la conquista dell'Hotel Continental per poter giungere alla via Casilina. I tedeschi però riuscirono a bloccarli.
Nel frattempo la Brigata indiana cercò di respingere l'attacco tedesco nei pressi della rocca Janula.
Dopo due ore di tregua per il recupero dei morti e dei feriti, neozelandesi, indiani e americani con molti mezzi corazzati partirono da Caira verso la Masseria Albaneta alla volta di Montecassino. I genieri avevano infatti realizzato una strada denominata Cavendish Road che terminava a 800 m dal monastero.

Carro armato alleato attacca una postazione nemica
Qui i carri armati furono costretti a proseguire in fila e quando si trovarono sotto il fuoco nemico furono distrutti e costretti a battere in ritirata. Fallì così l'attacco alleato.
Il 20 marzo gli alleati tentarono un colpo di mano con i paracadutisti, ma anche questo tentativo fallì. A questo punto il generale Alexander, convocato il consiglio di guerra, decise la sospensione della battaglia. Tutti i generali furono concordi con Alexander, ad eccezione di Freyberg che chiese ed ottenne di effettuare un ultimo tentativo.


Soldati alleati tra le macerie
Il 22 marzo il II Corpo d'armata neozelandese sferrò un attacco contro i paracadutisti tedeschi.
Al fallimento dell'operazione e dopo un ultimo attacco dei Gurka, che dovettero ritirarsi dalle rovine della città, il generale Alexander predispose la sospensione definitiva dei combattimenti.
Terminava così la seconda fase della battaglia di Cassino, durante la quale i tedeschi avevano subito molte perdite ma avevano dimostrato che la fanteria, se ben addestrata, era capace di resistere anche all'attacco di preponderanti unità corazzate.
A questo punto Alexander consentì a Freyberg, di trasferire l'8ª Armata nel settore di Cassino per l'offensiva finale.
Il 24 marzo già si era all'opera per predisporre una nuova offensiva. A tal fine furono distrutte tutte le vie di comunicazione e di rifornimento delle armate del feldmaresciallo Kesselring.


Prologo
PROLOGO

Prima Fase
BATTAGLIA 1

Seconda Fase
BATTAGLIA 2
Terza Fase
BATTAGLIA 3


Periodo Precedente
INDIETRO

Indice storico
USCITA

Periodo successivo
AVANTI