CASSINO

La seconda guerra mondiale
Prima fase della Battaglia

(dal 17 gennaio al 18 febbraio)


Mappa prima battaglia
Forze in campo e loro spostamenti
nella prima fase della Battaglia

La 1ª battaglia di Cassino iniziò nel pomeriggio del 17 gennaio 1944 quando il X corpo d'armata britannico dette il via al bombardamento d'artiglieria contro la fanteria tedesca.
In seguito all'offensiva lanciata, il X corpo d'armata riuscì a sfondare il fronte del Garigliano nonostante che i tedeschi contrattaccassero con tutto l'accanimento possibile.
Il XIV corpo d'armata tedesco di fronte al rischio di veder crollare il fronte di Cassino, fu costretto a chiamare rinforzi (29ª e 90ª Divisione Panzer Grenadier).
La principale difesa, per i tedeschi, era costituita dal corso dei fiumi Rapido e Gari (le cui acque scorrono a circa 13 Km/h raggiungendo anche una profondità di 3 m).
La notte tra il 17 e il 18 gennaio il 141 Reg. americano, cercò di penetrare oltre il fiume Gari senza riuscirvi.
Il 20 gennaio le compagnie d'assalto americane (Reg. 141 e 143) tentarono nuovamente l'attraversamento del Gari, riuscendovi solo parzialmente a causa della resistenza dei tedeschi che avevano salvato dai bombardamenti gran parte delle armi pesanti.

Marcia di trasferimento di truppe alleate



Soldati alleati bombardano
le difese tedesche

Nel frattempo la 3ª Divisione di fanteria algerina a capo del maggiore generale de Goislard de Monsabert cercava di attaccare sul fronte di Cassino per occupare Monte Belvedere, Colle Abate e Terelle.
All'inizio le truppe francesi ebbero successo, ma la resistenza tedesca fu accanita e fece fallire questo tentativo.
Il 25 gennaio Clark dette l'ordine di attaccare da nord la città ma l'assalto fallì.
Miglior sorte ebbero i fucilieri tunisini che riuscirono a conquistare il monte Belvedere.
Altri tentativi alleati, sempre infruttuosi, si ebbero la notte del 25 e del 26 gennaio.
Contemporaneamente, il Corpo di spedizione francese avanzò ulteriormente conquistando colle Abate e l'altura di 862 m a nord di questo. La posizione fu però riconquistata poco dopo dai tedeschi.

Soldati alleati attaccano
una postazione tedesca

Nel frattempo il generale Alexander mandava rinforzi a Cassino costituendo un II Corpo d'armata composto dalla 2ª Divisione neozelandese e dalla 4ª Divisione indiana.
Il 30 gennaio la fanteria americana riuscì a passare il Rapido ed a conquistare Caira, ai piedi di monte Cairo.
Il 1 febbraio iniziò l'attacco di Cassino partendo da Caira. Il 2 febbraio la fanteria americana diede l'assalto anche alla Rocca Janula.
In seguito a quest'offensiva i granatieri tedeschi furono spinti 1000 metri più a nord.
Il 3 febbraio i tedeschi ricevettero come rinforzi 2 reggimenti di paracadutisti con relativi mitraglieri.
Il 6 febbraio la fanteria americana raggiunse il monte Calvario, punto chiave di Montecassino perché da lì si poteva dominare l'intera città.
Il 10 febbraio, però, i tedeschi scalzarono ancora una volta gli americani dal pendio di monte Calvario.
L'11 febbraio le forze alleate tentarono nuovamente l'assalto a monte Calvario e Montecassino ma gli attacchi fallirono. La stessa sera il II Corpo d'armata americano smise di combattere per Montecassino.

Volantini Alleati
Volantini lanciati dagli Alleati
poco prima del
bombardamento dell'Abbazia

Intanto il tenente generale Freyberg con il suo II Corpo d'armata neozelandese, rilevò il settore di Cassino: il suo compito doveva essere costituire una testa di ponte a sud della città di Cassino, mentre gli americani sarebbero penetrati in direzione di Piedimonte.
A causa dell'inclemenza del tempo gli attacchi furono ripetutamente rinviati.
Freyberg, contrariamente ai generali Keyes e Ryder, sosteneva che l'insuccesso delle operazioni fin lì avvenute fosse da imputare all'artiglieria tedesca manovrata dall'abbazia. Osservazioni aeree riferirono della presenza di alcune antenne radio e di soldati tedeschi che entravano e uscivano dal monastero, anche se, nella sostanza, non c'erano soldati tedeschi presenti stabilmente nell'Abbazia.
A questo punto Freyberg chiese l'appoggio aereo e subordinò l'attacco programmato al monte alla distruzione del monastero.
Nonostante il rifiuto di Clark il generale Alexander decise che se Freyberg lo riteneva necessario, si sarebbe proceduto al bombardamento.
Il piano di Freyberg prevedeva l'attacco simultaneo di Cassino, della collina del monastero e dell'abbazia.
Il comandante del II Corpo d'armata, essendo migliorate le condizioni climatiche, ordinò che il bombardamento avvenisse nel pomeriggio del 16 febbraio, ma questo fu poi anticipato al 15.
A mezzogiorno del 14 febbraio la Brigata indiana al comando di Lovett (che per errore non fu informato della decisione del bombardamento) prese posto sui costoni di monte Calvario, così come le era stato ordinato.

Postazione alleata
con mitragliatrice pesante


L'Abbazia dopo il bombardamento
L'Abbazia di Montecassino
dopo il bombardamento

Il 15 febbraio fu sganciata la prima serie di bombe (253,000 Kg ad alto potenziale esplosivo). La seconda ondata di bombardieri sganciò altri 100,000 Kg di bombe.
Il monastero e la basilica furono ridotte a macerie, solo le mura esterne, la scala d'ingresso e parte della torretta resistettero alle bombe.
Le forze aeree alleate continuarono ad attaccare le rovine senza causare eccessive perdite ai tedeschi che avevano provveduto a nascondere le armi pesanti. Questi stessi tedeschi fecero evacuare l'83-enne abbate Gregorio Diamare.
Il 16 ed il 17 febbraio la Brigata indiana tentò di varcare il Rapido senza riuscirvi. Lo stesso giorno il 28 battaglione Maori riuscì a raggiungere la linea ferroviaria a N-O di monte Trocchio, occupò col favore della notte il fabbricato della stazione spingendosi oltre il rapido, anche se poi dovette indietreggiare a causa del contrattacco tedesco.
Il 19 febbraio il generale Alexander, dopo che tutti i tentativi per conquistare Montecassino erano falliti, diede l'ordine di cessare tutti i combattimenti.
Solo l'artiglieria continuava la sua opera.
La morsa dell'inverno, intanto, continuava a farsi sentire con bufere di neve e piogge incessanti.


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