
Bombardamento di Cassino
15 marzo 1944 - 34 Kb
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La Guerra a Cassino
Nel settembre del 1943 Cassino subì i primi bombardamenti che causarono
danni alle case e la morte di alcuni civili. I bombardamenti, e più tardi
anche l'artiglieria, martellarono regolarmente la zona per i successivi mesi,
fino ad arrivare ai 3 assalti più cruenti avvenuti rispettivamente
in gennaio-febbraio, marzo e maggio del 1944.
Il 14 ottobre giunse a Cassino il ten. Colonnello austriaco Schlegel al comando
della divisione Panzer Göring. Questi prospettò all'abate Gregorio Diamare il pericolo
che correva l'Abbazia, che di lì a poco si sarebbe trovata al centro del fronte di
resistenza tedesca (linea Gustav), e riuscì, quindi, a far mettere al sicuro gran parte dei
tesori dell'Abbazia stessa (consegnati l'8 dicembre in Vaticano, con un carico di
120 autocarri).
Contemporaneamente fu fatta sfollare la popolazione e tutto il territorio circostante
l'Abbazia, ovvero la vallata, i monti vicini, e la stessa città di Cassino
divennero un vero e proprio fortino con trincee, casematte, cannoni, carri armati,
campi minati. Non altrettanto accadde per il monastero che non fu fortificato,
almeno fino a quando gli Alleati non lo distrussero con un bombardamento (15 febbraio -
prima fase della battaglia).
Al termine della seconda fase della battaglia (25 marzo) la città
di Cassino era ridotta ad un cumulo di macerie, non rimaneva nulla della sua vecchia
fisionomia.
Solo dopo la terza fase della battaglia (maggio 1944), con numerose
perdite dall'una e dall'altra parte, gli Alleati riuscirono ad impadronirsi della
zona segnando la fine di un incubo.
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