CASSINO

Dal 1800 all'Unità d'Italia
(dal 1796 al 1860)


Il gen. Championnet
Il generale Championnet
Nel novembre 1798 l'esercito napoletano attraversò San Germano per andare a combattere contro le truppe francesi del generale Championnet, presso Roma, ma, battuto, si ritirò verso Napoli, attraversando di nuovo il territorio del monastero.
La vigilia di Natale del 1798 le truppe di Championnet, tra le quali si trovavano anche quelle polacche comandate dal gen. Dabrowski, invasero il Regno di Napoli ed il 30 dicembre occuparono San Germano. Fu l'inizio del breve periodo della Repubblica Napoletana.
Il 2 gennaio del 1799, nella piazza del Mercato della città, fu innalzato l'Albero della Libertà e si costituì la Municipalità, il cui presidente fu Vincenzo Nacci (suo segretario Notar Massaro e suo consigliere un sacerdote, Domenico Ranaldi).
La prima disposizione della Municipalità fu l'abolizione della feudalità dell'Abbazia di Montecassino e l'istituzione di un tribunale del popolo.
Il 3 gennaio i Francesi lasciarono la città, non senza aver prima depredato il monastero, e si diressero verso Capua.
A San Germano rimase una guarnigione, sotto il comando del commissario Pellettier.
Ma non tutti gli abitanti della città erano favorevoli alla Repubblica e sempre più frequentemente avvenivano tumulti, anche a causa delle tasse imposte alla popolazione dal nuovo governo.
Nel febbraio del 1799 San Germano divenne il capoluogo del Dipartimento del Garigliano, secondo l'amministrazione repubblicana. Commissario del potere esecutivo fu eletto Gianvincenzo Battiloro d'Arpino, il quale nominò come amministratori Pasquale e Francesco Paolo Navarro, Gaetano Ciolfi, Eleuterio Simonelli, Domenicantonio Lolli, e come commissari Antonio Grossi, Luigi Ciolfi, Giovanni Germani, Giovanni Toran, Carlo e Ferdinando de Vito Piscicelli, Giuseppe Montelli, Raffaele Coccoli, Pantaleone Brei, Andrea Bonifacio, Tommaso Ponari e Domenico Grana.

Ritratto di G. Murat
Gioacchino Murat
re di Napoli - 51 Kb

Il 21 febbraio la guarnigione francese lasciò la città, diventata pericolosa a causa delle bande armate che circolavano nel territorio. Il 25 dello stesso mese anche il presidente della Municipalità abbandonò San Germano.
Fu la fine del governo repubblicano.
Non ne scaturì però un periodo di pace, al contrario, vi furono disordini e anarchia. Le bande armate, composte prevalentemente da avventurieri e da criminali, presero il sopravvento. Questa situazione durò fino al mese di luglio, quando Ferdinando IV riprese il suo trono.
Il 10 maggio le truppe francesi, che avevano lasciato Napoli per recarsi a nord, prima di attraversare San Germano, furono attaccate dagli abitanti e subirono delle perdite. La reazione dei Francesi, che volevano soltanto attraversare la città e non attaccarla (poiché dovevano andare a combattere in Italia del nord), fu violenta; essi, per rappresaglia, incendiarono una parte della città e causarono un gran numero di morti.
Anche il monastero fu attaccato e saccheggiato.

Nel 1806 i Francesi arrivarono di nuovo: il 14 febbraio Giuseppe Bonaparte e il generale Masséna entrarono in San Germano. Ma questa volta fu un'occupazione "tranquilla".
Il secondo arrivo dei Francesi fu, sotto alcuni aspetti, positivo, poiché essi istituirono un'amministrazione moderna, accettata poi anche dalla monarchia allorché fu restaurata nel 1815.
Nel 1806-1807 il governo francese risistemò l'assetto territoriale e San Germano entrò a far parte del Distretto di Sora.
Nel 1808 Napoleone concesse la corona del Regno di Napoli a suo cognato Gioacchino Murat, che regnò fino al 1815.
Nel 1810 la superficie del Comune di San Germano era di 26.307 moggia napoletane (circa 8.850 ettari).
Nel dicembre del 1816 il "Regno di Napoli" divenne "Regno delle Due Sicilie".


San Germano nel 1840
San Germano nel 1840 - 32 Kb
Le scuole di San Germano, come tutte quelle del Regno, erano clericali e private. Il 31 luglio del 1822, Ferdinando IV (divenuto Ferdinando I) autorizzò l'istituzione di una scuola laica. Ma i Sangermanesi desideravano anche una scuola pubblica, che fu autorizzata due anni più tardi.
Diversamente da quanto accadde altrove, durante i moti insurrezionali del 1821-22 la città restò tranquilla, come anche durante quelli del 1848-49.
Nel 1836-37 si verificarono molti casi di colera.
Nel 1860 il Regno delle Due Sicilie fu occupato dalle truppe piemontesi e San Germano passò al Regno d'Italia.

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