CASSINO

Dalla dominazione spagnola alla fine del Settecento
(dal XIV al XVIII secolo)


Cassino in una stampa d'epoca
Particolare di una
stampa del 1592 - 15 Kb

Nel 1348 Luigi d'Ungheria, che voleva vendicare la morte di suo fratello Andrea ucciso da Giovanna I, invase il Regno con le bande del duca Guarniero.
Il monastero, San Germano e il territorio circostante furono depredati e devastati. Giacomo Papone, un abitante di Pignataro, alla testa dei vassalli ribelli, partecipò ai saccheggi.
Il 9 settembre 1349 un terremoto di grande potenza rase completamente al suolo San Germano, il monastero e molti paesi della zona.
Un altro forte terremoto avvenne il 5 dicembre 1456.
Nel 1350 (o 1351) Boccaccio visitò il monastero di Montecassino.
Nel 1357 una ricca abitante di San Germano, Gemma de Posis, moglie di un notaio, fece costruire a sue spese un ospedale.

Cassino in una pianta d'Epoca
Stampa con la Rocca Janula
(Mabillon 1705) - 77 Kb

Cassino in una incisione d'Epoca
Stampa con San Germano e
l'Abbazia (Gattola 1733) - 43 Kb

Il monastero, la Rocca Janula e la città di San Germano ebbero una grande importanza strategica durante il XIV e XV secolo: erano, infatti, delle vere e proprie fortezze.
Intanto gli Angioini, gli Aragonesi, i Francesi e gli Spagnoli si avvicendavano nel possesso dell'Italia meridionale.
Nel 1562 fu costruito il Convento dei Domenicani, situato a poche decine di metri a nord dell'attuale monastero di S. Scolastica, con annessa Chiesa. L'edificio, prima che venisse distrutto durante l'ultima guerra, ospitava un carcere.
Nel 1573 San Germano e la Rocca furono occupati da Filippo II di Spagna.
Alla fine del secolo numerose furono le sommosse degli abitanti contro il monastero.
Nel 1579 fu edificato il Convento dei Cappuccini, che nel 1707 fu trasferito fuori delle mura cittadine, sulle prime pendici di Montecassino, a circa 1 km dalla città.
Nel 1595 la città contava 938 fuochi (nuclei familiari).
Nel 1647 la rivolta di Masaniello a Napoli infiammò anche gli animi di molti abitanti di San Germano e dintorni. Il capo della rivolta fu Domenico Colessa, soprannominato Papone (forse in ricordo di Giacomo Papone del 1348), la cui banda, composta di 8.000 uomini armati, occupò molti paesi della zona e tenne in scacco per parecchio tempo le truppe del re. Ma Colessa non riuscì mai ad occupare San Germano, a causa della strenua resistenza del duca Vincenzo Tuttavilla. La rivolta terminò dopo un anno, con la cattura e la successiva condanna a morte del capo dei rivoltosi, condanna che fu eseguita a Napoli nel 1648.
Cassino in una incisione d'Epoca
Stampa di San Germano
(Salmon 1761) - 82 Kb
Nell'ultimo decennio del XVII sec. furono ristrutturate molte chiese di San Germano. Lo stile romanico lasciò il posto a quello barocco. Cambiarono così aspetto l'attuale Chiesa di S. Antonio (antica Chiesa con annesso Convento di S. Francesco), la Chiesa Madre (ex Basilica del S. Salvatore) e quella di S. Pietro a Castello - detta anche S. Pietro al Monte - (del rione S. Pietro, ai piedi della Rocca Janula).
Nel 1723, accanto alla Chiesa delle Cinque Torri, fu costruito il Convento delle Stimmatine.
Il giorno 1 marzo 1734 il re Carlo III di Borbone, che andava ad occupare il Regno di Napoli, entrò in San Germano, dove rimase un mese.
I Borboni regnarono fino al 1860, salvo che in due periodi, nel 1799 e dal 1806 al 1815, in occasione delle due occupazioni francesi.
Negli ultimi tempi del XVIII sec. nella zona di San Germano vi fu un andirivieni di eserciti, specialmente a partire dal 1796.

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