CASSINO

I primi tre secoli dopo l'anno Mille
(dal X al XII sec. d. C.)



Stampa del primo '900
rappresentante la Rocca Janula
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All'inizio dell'XI secolo, nell'Italia centromeridionale vi fu la dominazione dei Normanni. Nel 1022, infatti, essi occuparono la Rocca Janula e v'installarono una guarnigione.
Sempre nell'XI secolo e fino alla fine del XIII nel territorio di San Germano si costruirono dei borghi e dei castelli e la città ne fu la "capitale". La città crebbe e prosperò molto, grazie allo sviluppo di attività commerciali e artigianali.

Nel 1045 il conte Rodolfo d'Aversa arrivò a San Germano per catturare l'abate Richerio, ma la situazione fu favorevole a quest'ultimo, che riuscì a respingere l'attacco del conte.



Stampa del primo '900
rappresentante la Rocca Janula
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Nel periodo tra i secoli XII e XIII la città di San Germano, circondata da mura, aveva molte porte, 5 piazze, 7 "ospedali" (il termine deve far pensare anche a locande), un tribunale, una prigione, molte chiese, un quartiere ebraico, un quartiere greco e dei sobborghi. Era una città fiorente.
Nel 1115, in pieno periodo d'anarchia, a causa delle lotte tra Longobardi e Normanni e tra Normanni stessi, gli abitanti di San Germano occuparono la Rocca Janula.
L'abate Gerardo non tollerò l'incursione e li fece cacciare. Lo stesso abate approfittò dell'occasione per far ingrandire e fortificare la Rocca, che doveva controllare gli abitanti della città.
Nel 1126 i Sangermanesi, approfittando del disaccordo tra l'abate Oderisio II e il papa Onofrio II, occuparono di nuovo la Rocca e la devastarono.
Nel 1155 il re Guglielmo I il Cattivo, che marciava contro papa Adriano IV, invase il territorio di Montecassino ed occupò il monastero.
Due anni più tardi, il 6 gennaio 1157, San Germano fu occupata dal conte di Rupecanina.
Al re Guglielmo I il Cattivo successe Guglielmo II il Buono, che protesse il monastero e rigettò le pretese che i Sangermanesi avevano avanzato nei confronti del monastero stesso.


Foto della Rocca Janula
ai giorni nostri - 56 Kb

Nel 1191 San Germano e i paesi limitrofi giurarono fedeltà all'imperatore Enrico IV di Germania, che era in marcia verso l'Italia meridionale. Ma quando egli fu costretto a ritornare in Germania, i Sangermanesi aprirono le porte della città a Tancredi II, re di Sicilia. Il decano Atenolfo, che presidiava il monastero, rifiutò di fare lo stesso e attaccò la città che si arrese.
Nel 1199 San Germano fu attaccata e saccheggiata dalle truppe tedesche di Marcovaldo, siniscalco dell'Impero.
Nel 1208 papa Innocenzo III riunì nel Duomo di San Germano i Baroni del Regno di Napoli, per discutere gli affari di governo da parte del suo pupillo, Federico II, ancora giovinetto.
Nel XIII secolo l'influenza nella vita politica degli abati di Montecassino e l'importanza strategica della Rocca Janula e di San Germano aumentarono.
L'abate Roffredo fece costruire una cinta muraria che racchiudeva la Rocca e la città sottostante.

Federico II
Il 22 luglio 1225 a San Germano l'imperatore Federico II annunciò la preparazione di una crociata a Gerusalemme contro i Musulmani. Ma egli la interruppe tre giorni dopo la partenza e per questo motivo papa Gregorio IX lo scomunicò. Federico II, dal canto suo, riprese la crociata, ma ordinò al suo vicario in Italia, il duca di Spoleto, di occupare i possedimenti della Chiesa.
Nel marzo 1229 il papa inviò un esercito a saccheggiare il territorio di Montecassino.
Il 23 luglio 1230 a San Germano Federico II e papa Gregorio IX firmarono la pace. (Trattato di San Germano).

Nel 1231 l'Abate di Montecassino, Landolfo Sinibaldo, fece costruire, poco distante dalle mura della città, in onore di S. Francesco, una Chiesa ed un Convento (l'attuale Chiesa con edificio annesso di S. Antonio).
Il 10 febbraio 1266, presso la città, tra gli Angioini e gli Svevi di Sicilia ebbe luogo una battaglia che, con un secondo scontro che si ebbe a Benevento, segnò la fine del dominio svevo in Italia.
Il 25 febbraio dello stesso anno Carlo d'Angiò entrò in San Germano.
Sotto gli ultimi Angioini ed i principi di Durazzo il Regno di Napoli subì varie devastazioni.


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