CASSINO

Dai Romani alle invasioni barbariche
(dal IV al X sec. d. C.)



Planimetria della Rocca Janula
(primo '900) - 59 Kb

Nel IV secolo cominciò il declino di Casinum che subì, nel corso del V secolo, le incursioni dei Goti, dei Vandali, degli Eruli e dei Visigoti, per cui la città si ridusse ad un piccolo borgo.
Casinum perse anche il proprio nome. Dapprima si chiamò Castrum Casini, poi Castellum Sancti Petri ed infine, molto dopo, San Pietro a Monastero.
Seguì un periodo d'abbandono, di desolazione, d'incursioni di predatori. I campi non furono più coltivati, gli edifici andarono sgretolandosi ed il paesaggio divenne selvaggio.
Questo era il quadro del territorio, all'arrivo di Benedetto da Norcia, che, salito su Montecassino, distrusse il bosco sacro a Venere e trasformò i templi pagani in edifici di culto cristiano.
Alla fine del VI secolo, i Longobardi di Zotone invasero la regione e l'occuparono fino all'inizio dell'VIII secolo.
Nel 787 Carlomagno, prima di recarsi a Benevento, salì a Montecassino, dove incontrò l'abate Teodemaro.


Stampa del primo '900
con la Rocca Janula - 94 Kb

Alla fine dell'VIII secolo nella città fu edificata anche la chiesa delle Cinque Torri.

Nel 797, l'abate Gisulfo fece edificare, ai piedi del colle Janulo, una chiesa dedicata al Salvatore ed un piccolo monastero, intorno ai quali, nell'857, l'abate Bertario cominciò la costruzione di un piccolo abitato, circondato da mura di difesa, chiamato Eulogimenopolis.
Gli abitanti del centro urbano e di quelli viciniori, però, forse a causa del nome di difficile pronuncia, preferirono chiamarlo San Germano. L'evento che diede adito a tale modificazione fu il lascito, nell'874, da parte dell'imperatore Luigi II, di una reliquia di San Germano (che era stato vescovo di Capua); reliquia che trovò posto nella chiesa del Salvatore.
Il nome di San Germano è rimasto fino al 1863, quando alla città fu dato quello di Cassino.




Foto: La Rocca Janula prima
della II guerra mondiale - 38 Kb

Verso la metà del IX secolo il territorio di San Germano fu oggetto di numerose incursioni da parte dei Saraceni. Il 4 settembre 883 essi arrivarono a distruggere il monastero di Montecassino ed il 22 ottobre anche la città sottostante. Per 32 anni la regione subì le devastazioni saracene, fino a quando nel 915, nella battaglia del Garigliano, essi furono definitivamente battuti e cacciati.

Nel 949 l'abate Aligerno e i suoi monaci fecero ritorno a Montecassino e ricostruirono il monastero e la città. Iniziò così un periodo splendido per la regione: la zona si ripopolò e si costruirono villaggi. Sul colle Janulo l'abate fece costruire un torrione per difendere sia il monastero sia la città sottostante (planimetria, stampa e foto della Rocca Janula ai primi del '900).
Nel 1004 un terremoto distrusse il torrione, che fu subito ricostruito e, nei secoli successivi, ulteriormente fortificato.


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