CASSINO

Dalle origini all'epoca romana
(fino al III sec. d. C.)


Utensile in selce
Foto 1
Utensile in selce
La zona in cui sorge la odierna Cassino è stata abitata fin dalla preistoria. Il sito più antico che si conosca, in cui sono state rinvenute tracce di abitatori primitivi, era situato sulla riva destra del fiume Gari, nei pressi dell'attuale stazione ferroviaria. In questo luogo, infatti, durante alcuni lavori di scavo, sono stati rinvenuti moltissimi utensili in selce lavorata, che ci testimoniano la presenza di un abitato preistorico risalente a circa 80.000 anni or sono (periodo musteriano).
Gli uomini dell'epoca vivevano per lo più in grotte che si conservano ancor oggi.
Gli utensili ivi rinvenuti hanno la forma di punte di lancia o freccia, o sono raschiatoi, lame, ecc. (foto 1).
Un altro sito abitato era ubicato presso l'attuale cimitero inglese, ma la sua datazione è più recente, poiché, oltre a selci lavorate, di foggia posteriore rispetto alle precedenti, sono stati rinvenuti anche frammenti di ceramica acroma.
Sulla scorta di altri ritrovamenti, si può sicuramente asserire che dai piedi della Rocca Janula, fino all'attuale Cartiera situata sulla strada per S. Angelo, la zona era tutta abitata.

Foto di vasi votivi
Foto 2
Vasetti votivi
Oltre ai rinvenimenti appena descritti, va ricordato che a 4 km ad ovest di Cassino, presso la Via Casilina, ai piedi di Montecassino, a seguito di ricerche effettuate nel 1975, sono stati rinvenuti i resti di un ulteriore centro abitato. Certamente era un villaggio molto grande, poiché aveva un'estensione di circa 10.000 m².
Sul versante della montagna, tra la cima e il villaggio, c'era una zona di culto, dove sono stati rinvenuti depositi sacri di piccoli vasi votivi e statuette in argilla (foto 2). Gli esperti hanno datato il villaggio e la zona di culto al IX-VII secolo a.C.
Alla stessa epoca risale la necropoli scoperta nel 1951 presso l'anfiteatro romano di Cassino. Non è chiaro, però a quale popolazione debbano essere attribuite le tombe della necropoli stessa.

Foto delle Mura ciclopiche
Foto 3
Mura ciclopiche - 90 Kb
In epoca protostorica il territorio su cui sorgeva il centro che i Romani chiamarono Casinum si trovò ristretto tra i Volsci a nord e gli Osci a sud.
A queste popolazioni, probabilmente, si deve, intorno al VI - V secolo a. C., il potenziamento di una cinta muraria (mappa sottostante) risalente all'ultimo periodo dell'età del ferro. Tale muraglia difensiva era costituita da grossi massi sovrapposti gli uni agli altri, senza calce, (foto 3) che racchiudeva la cima di Montecassino (i cui resti, in parte inglobati nell'Abbazia, vengono usualmente denominati "mura ciclopiche") e l'insediamento urbano che sorgeva nella vallata sottostante.
CASINUM
Figura 1: mappa delle mura dell'acropoli
e dell'insediamento urbano sottostante

Per quanto riguarda l'etimologia del nome della città romana, Varrone ci tramanda che all'origine Casinum si chiamava Cascum, (Casnar in lingua osca), che significa "vecchio, antico", cioè "antico luogo di mercato".
Dopo tre guerre contro i Sanniti, i Romani occuparono definitivamente la regione nel 272 a. C.
Non ci sono molte notizie storiche sulla Casinum dell'epoca repubblicana. Lo storico Tito Livio ce ne tramanda solo alcune, tra le quali di particolare rilevanza sono le seguenti:
  • nel 211 a. C. Annibale attraversò il territorio percorrendo la Via Latina, ma non causò, sembra, molti danni, in quanto il suo scopo era quello di raggiungere ed occupare Roma;
  • nel 42 a. C. una colonia di ex soldati s'installò a Casinum.

Foto dell'Anfiteatro
Foto 4
Anfiteatro Romano

Foto della Tomba di Ummidia
Foto 5
Tomba di Ummidia

Foto del Teatro
Foto 6
Teatro Romano

Foto della Via Romana
Foto 7
Via basolata
nel 57 d. C. - 86 Kb

La città raggiunse il periodo di massimo splendore nel I e II secolo d. C., soprattutto grazie ad Ummidia Quadratilla, una ricca matrona romana, che fece costruire, a proprie spese, l'anfiteatro (foto 4) ed un tempio (foto 5).
Quest'ultimo sarebbe poi stato adattato a tomba (quella che oggi attribuiamo ad Ummidia), anche se la questione è controversa. Nell'VIII secolo, Scauniperga, moglie di Gisulfo II, duca di Benevento, fece trasformare la tomba (ma il Chronicon casinense riporta templum) in chiesa, che dedicò a S. Pietro.
Nel 1693 questa chiesa fu dedicata a Nostro Signore Crocifisso.

Casinum possedeva all'epoca anche un teatro (foto 6), edificato sotto Augusto, delle terme (presso l'attuale stazione ferroviaria), un acquedotto lungo 22 km, una rete stradale che la collegava a Roma e a Capua (la Via Latina) ed altre strade che portavano in Abruzzo e sulla costa tirrenica, oltre, ovviamente, a vie di collegamento di minore importanza.
La necropoli di Casinum si estendeva lungo i due lati della Via Latina e delle altre strade, fuori delle mura urbane, secondo la tradizione romana. Sono ancora ben conservate tre tombe a camera, oltre a quelle di cui resta soltanto l'epigrafe incisa su pietra.
Accanto ai reperti appena descritti vi sono dei resti di cisterne, di un ninfeo e di abitazioni. Esiste anche un tratto selciato di via ben conservato tra l'anfiteatro e la città (foto 7), basolato nel 57 d. C..
Nei dintorni della città, si possono ancora ammirare i resti delle arcate di due ponti, a nord di Cassino.
Presso la stazione ferroviaria, laddove esisteva un pagus, è ancora ben visibile una tomba a tholos con dromos. Ed è lì che Varrone aveva una sua villa molto lussuosa.
Casinum, nell'epoca imperiale, era frequentata ed abitata da ricchi cittadini di Roma, tra i quali membri delle famiglie Ummidia, Tutia, Paccia, Luccia.
Casinum ottenne il titolo di civitas sine suffragio alla fine del III secolo a. C., ma non si sa quando divenne municipium, colonia e praefectura. Sappiamo per certo comunque che la città ebbe i duoviri, i quattuorviri, i praefecti e le corporationes.




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